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«Per le aree di crisi serve più flessibilità»
L’analisi di Confindustria: per i nuovi investimenti ci sono ancora criteri troppo rigidi e inadeguati
CARRARA. L'area costiera, da Piombino a Livorno e Massa Carrara, è un territorio di crisi nel quale la fase di emergenza economica non si è minimamente attenuata, con conseguenze particolarmente pesanti sul numero di disoccupati. «Alle due aree di crisi industriale complessa di Livorno e Piombino, si aggiungeranno le aree di crisi industriale non complessa delle zone di Massa, Carrara e Pontremoli, già individuate dalla Regione Toscana e proposte al MISE per la definitiva approvazione» afferma Umberto Paoletti, direttore generale di Confindustria Livorno Massa Carrara. «Tutto ciò fa sì che sulla Costa Toscana si possano concentrare risorse importanti, tuttavia occorre un requisito essenziale ancora mancante: l'"aggancio al territorio": troppo spesso abbiamo rilevato incongruenze tra le esigenze effettive delle imprese e la programmazione regionale. Un esempio per tutti - continua Paoletti - il permanere del requisito essenziale dell'occupazione aggiuntiva nelle misure di sostegno agli investimenti strategici. Come abbiamo già più volte segnalato, per le aree particolarmente in crisi, come le aree di crisi industriale riconosciute, l'unico obiettivo ragionevole concretamente raggiungibile è il mantenimento dei livelli occupazionali. E' fondamentale, quindi, adeguare la strumentazione agevolativa alle caratteristiche del tessuto produttivo al quale è diretta».
«La reindustrializzazione dei territori deve avvenire sostenendo i progetti migliori, tuttavia la rigidità nello stabilire elevate soglie di accesso alle misure di incentivo, imponendo rigide griglie di indicatori, rischia di essere un criterio inadeguato, tale da escludere dalla valutazione e quindi dalle opportunità di finanziamento, progetti meritevoli e interessanti" - afferma Paoletti - Occorre un approccio negoziale maggiormente idoneo rispetto a una applicazione standardizzata di indicatori, soprattutto quando l'obiettivo è quello del rilancio delle aree di crisi industriale».
«Naturalmente tutto questo è sostenuto con l'intento costruttivo di "massimizzare" i risultati delle importanti risorse messe in campo e di contribuire a fluidificare l'attuazione degli strumenti in tema di politiche di sostegno», conclude Alberto Ricci, presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara. «Apprezziamo l'impegno della Regione Toscana, come anche il lavoro svolto per la modifica del Jobs Act a vantaggio delle aree di crisi nelle quali sono in atto progetti di riconversione industriale. C'è quindi uno slancio positivo dell'Amministrazione regionale che, però, inserendosi in un contesto instabile, richiede maggior determinazione e tutto l'impegno possibile perché sia consolidato con scelte più adeguate per il futuro, con segnali univoci, coerenti, incisivi e soprattutto in linea con le esigenze manifestate dalle attività produttive».
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