Il presidio
«Gaia, in pochi anni aumenti del 400%»
La denuncia di Acqua alla gola in diretta a Mi manda Rai 3. Il gestore: tariffe più basse della Toscana, a Massa consumi altissimi
MASSA. È l’occasione per fare sintesi, per chiarire le posizioni, per definire gli argomenti. E quell’occasione il comitato “Acqua alla gola” la coglie al volo: Alfonso Baldi, Daniele Ferrante e l’avvocato Francesca Galloni si presentano puntualissimi negli studi di “Mi Manda Rai 3”, la trasmissione mattutina condotta da Salvo Sottile. Tra le mani stringono quella che considerano la loro arma più potente: le bollette.
È alle bollette, infatti, che affidano il compito di sintetizzare il caso Gaia: Alfonso Baldi non ha toni politici, ma il linguaggio - direbbero i giuristi - del buon padre di famiglia. Una casa singola, consumi costanti e importi che lievitano di anno in anno. Nel febbraio del 2004 alla famiglia Baldi l’allora gestore Camuzzi fattura 52,46 euro, adesso Gaia, a quella stessa famiglia, ne chiede 374. È ai numeri che Baldi dà la parola: «Con il passaggio della rete idrica a Gaia, l’aumento ha sfiorato il 400%». Oggettivo il numero, non la sua interpretazione. Così Gaia - in trasmissione, in collegamento Skype, c’è anche il suo direttore Paolo Peruzzi - le bollette le legge con lenti diverse da quelle che indossa il comitato. Ecco quindi che l’aumento tariffario c’è stato, ma perché - spiega Peruzzi - il precedente gestore non ha adeguato le tariffe, i nodi vengono al pettine e quando Gaia prende in mano reti e fatture, è costretta all’aumento. E se è vero che la Toscana ha tariffe più alte rispetto alla media nazionale dato che - parola del direttore - ha già avviato importanti investimenti, è altrettanto vero - prosegue Peruzzi - che Massa ha le tariffe più basse della Regione. Tariffe basse e bollette salate: l’inghippo deve esserci.
Il direttore è certo che i consumi facciano la parte del leone: «Il consumo medio annuo di una famiglia massese, rilevato da Istat, è di 227 metri cubi a fronte di una media nazionale di 173». Insomma, Gaia disegna un’equivalenza: consumi alti uguale a bollette alte.
Equivalenza che al comitato proprio non torna: «La società non dia degli spreconi ai massesi - è lo sfogo di Baldi. Nel 2011 il gestore ha erogato 36 milioni di metri cubi a fronte degli attuali 27. Calata l’erogazione, aumentate le tariffe».
L’avvocato Galloni rafforza il concetto e, rispondendo alle domande del conduttore, spiega che il fatidico inghippo sta nella definizione degli scaglioni con aumento del costo al metro cubo, già oltre i 90 metri cubi annui di consumo. Scaglioni male definiti e l’obbligo di coprire con la tariffa tutti i costi operativi della macchina Gaia.
Tariffazione nel mirino, ma non solo perché a “Mi Manda Rai 3” si parla anche dell’acqua sporca a Massarosa, di una famiglia di Fivizzano che nel bicchiere ritrova terriccio e da oltre un anno aspetta lavori alla rete, di migliaia di versiliesi che - spiega Daniele Ferrante - aspettano i contatori e che, in mancanza di un meccanismo di calcolo, ancora si vedono accreditare i consumi a forfait.
Gaia da parte sua non incassa: Peruzzi garantisce - e si riferisce in particolare a Massarosa - investimenti sulle rete. Mette poi qualche puntino sulle “i” perché se è vero che i costi operativi finiscono nelle nostre bollette, è altrettanto vero - insiste il direttore - che le spese per la realizzazione delle opere gravano in bolletta solo due anni dopo la loro realizzazione.
Botta e risposta e una linea a dividere - nettamente - i due fronti. A conciliare le posizioni neanche la diretta di Rai 3 ce la fa tanto che il conduttore Salvo Sottile si prende l’impegno di richiamare Gaia e comitati nella speranza che il dibattito diventi incontro e soluzione.
Chiara Sillicani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
