Il Tirreno

«Adesso la situazione cambia»

di Alessandra Vivoli
«Adesso la situazione cambia»

L’avvocato Diamanti: siamo soddisfatti, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo

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CARRARA. Ha rappresentato, insieme al professor Sergio Menchini, l’avvocato Riccardo Diamanti le ragioni degli industriali.

Nel giorno della sentenza della Corte Costituzionale l’avvocato Riccardo Diamanti ha accettato di rispondere alle nostre domande su quella che, per gli industriali e per il Comune sarà senza dubbio una svolta importante nel futuro delle vicende e dei procedimenti ancora in corso in materia di cave e concessioni.

Avvocato un commento su questa sentenza

«Siamo molto soddisfatti, e parlo a nome mio e dei colleghi che hanno discusso in Corte Costituzionale. Il nostro obiettivo era l’eliminazione dell’articolo 32, perché lo ritenevamo incostituzionale. Con quell’articolo, infatti, i beni estimati erano considerati di appartenenza del Comune. Con la sentenza non è più così: l’articolo 32 è stato eliminato»

Avvocato Diamanti quali saranno le ripercussioni di questo pronunciamento?

«Cominciamo dalle cose più semplici, quelle di ordinaria amministrazione: fino ad oggi i notai avevano bloccato tutti i trasferimenti di questi beni. Adesso la situazione cambia, con effetto immediato. Ci sono poi diverse cause, da parte degli imprenditori, avviate davanti al tribunale di Massa: se il Comune deciderà di andare avanti, con i procedimenti sull’accertamento di proprietà delle cave, i giudici ordinari valuteranno le diverse situazioni anche in merito alla relazione storica da noi presentata e redatta dai professioni Volante e Villata. La cosa fondamentale è che, in sostanza la legge regionale che sosteneva che i beni estimati sono di proprietà del Comune è stata dichiarata incostituzionale. Quell’articolo sui beni estimati non dovrà più essere preso in considerazione, non esiste più».

Avvocato adesso la legge regionale sulle cave è da riscrivere?

«Non necessariamente e non tutta, ma sicuramente tutta la parte in cui si fa riferimento ai beni estimati andranno eliminati i riferimenti alla proprietà comunale di tali beni. È bene comunque fare una precisazione, una premessa. Le motivazioni della Corte Costituzionale non sono vincolanti, ma il fatto che venga messo nero su bianco che in due secoli di storia si sia consolidato un diritto “vivente” sui beni estimati, è di notevole importanza. In sostanza è come se la Corte Costituzionale dicesse che due secoli di storia non possono essere ignorati dal Comune».

Avvocato Diamanti con questa sentenza di fatto le aste delle concessioni di cava sono scongiurate?

«Il fatto è che dove ci sono cave esclusivamente costituite da beni estimati o in parte da beni estimati e pubblici, la legge regionale fino a ieri consentiva di fare le aste anche domattina perché tutto veniva considerato patrimonio in disponibilità del Comune. Adesso non sarà più così».

Avvocato qualcuno ha sbagliato? La Regione o il Comune?

«Direi che è più corretto dire che la Regione ha fatto un intervento legislativo che non poteva fare. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale. Non c’è altro da aggiungere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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