Il Tirreno

«La Pneumologia non deve chiudere»

«La Pneumologia non deve chiudere»

Il comitato dei cittadini soddisfatto a metà delle promesse della Saccardi e chiede più attenzione

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FIVIZZANO. Esprime soddisfazione il comitato in Difesa del Diritto alla Salute in Lunigiana per la disponibilità dimostrata dall’assessore regionale Stefania Saccardi per l’incontro che si è tenuto a Fivizzano e per la notizia che l’assessore prenderà in considerazione la richiesta del Comitato per riattivare il servizio mammografico istituzionale presso la radiologia dell’ospedale cittadino e del servizio di senologia. Accolta positivamente anche la notizia di un investimento triennale di 7.5 milioni di euro per il polo riabilitativo della Don Gnocchi di Fivizzano, «segno concreto di un progetto- scrive il comitato- che va avanti ma stenta a decollare. Si segnala a tal proposito che il primo accordo sul polo riabilitativo, che prevedeva i 60 posti letto risale al 2004,ci auguriamo che si raggiunga presto il numero di posti letto previsti e che si attivino i cosiddetti percorsi riabilitativi d’eccellenza previsti nei Patti Territoriali, così da trasformare questo polo in punto di riferimento per tutta l’Area Vasta, che possa così attirare utenza anche dalle Regioni limitrofe».

Speranza del Comitato è poi che si cerchi in futuro di incrementare l’attività chirurgica protesica dell’anca e gli interventi di spalla e ginocchio « come previsto dai patti territoriali: 100 interventi anca, 300 spalla e ginocchio all’anno e che la responsabile Area Vasta torni sulla decisione presa di privare il territorio lunigianese del primario ortopedico, attualmente presente soltanto una volta ogni quindici giorni in Lunigian».

Nota negativa è invece «la volontà di chiudere il reparto di pneumologia, che ha fatto la storia del nosocomio fivizzanese, lasciando un unico medico a svolgere solo attività ambulatoriale, che creerà ulteriori disagi ai lunigianesi con insufficienze respiratorie e bronchiti croniche, che come ci ricorda l’ex primario Manici andrebbero curate sul posto. Inoltre priverà il polo riabilitativo di un supporto medico pneumologico adeguato.

Infine il Comitato sulla risposta negativa da parte della De Lauretis alla richiesta di attivare una reperibilità ginecologica e ostetrica per accompagnare le partorienti in caso di bisogno al punto nascita più vicino sostiene “ si vuole ricordare che in altri paesi Europei come Austria, Germania e Svizzera, da tempo si fanno scelte più flessibili rispetto ai territori montani o scarsamente popolati».

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