Il presidio
Il porcino arriva in ritardo, ma è boom nello Zerasco
Decolla soltanto in questi giorni la raccolta di funghi nei boschi della Lunigiana. L’esperto Alessandro Zani: c’è chi porta a casa anche 30 chili di “raccolto”
ZERI. Raccolta un po' tardiva ma di gran quantità e, stando agli esperti, di stratosferica qualità. La “vera” stagione dei funghi nei boschi della Lunigiana inizia adesso, a ottobre inoltrato, contrariamente al periodo medio stagionale che si aggira su metà-fine settembre.
Mercoledì scorso ci sono state le prime avvisaglie della crescita dei funghi: chi si è inoltrato nei boschi dell'alto Zerasco, ben conoscendo le zone dove cercare, ha finalmente avuto successo dopo le prime infruttuose uscite. Banchi di porcini si sono generati alla base dei castagni secolari che, dopo 5-6 anni di lotta, stanno vincendo la battaglia contro il “cinipide” il terribile parassita che ha cancellato i raccolti del frutto principe dell'autunno e messo in ginocchio la piccola economia rurale che ruota attorno alla castagna.
«C'è chi è riuscito a trovare quasi otto chili di bellissimi boleti - dice Alessandro Zani, molto noto in tutto il territorio, anche per la sua attività di rivenditore di funghi - una quantità considerevole per questo periodo un po' avaro, ma cosa di poco conto in condizioni ottimali, dato che quando scoppia il vero boom, è facile portare a casa una trentina di chili di porcini. A detta degli esperti, il sottobosco possiede tutte le caratteristiche necessarie a catalogare la corrente stagione come medio-alta. Purtroppo si è perso tutto il periodo di settembre, ma, andando avanti così, la raccolta potrebbe durare sino a novembre inoltrato».
Complice di tutto ciò, il caldo di questi giorni, anomalo e inisuale per un territorio elevato come lo Zerasco dove spesso fa freschino anche nelle notti d'estate e dove le temperature possono scendere fino a pochi gradi sopra lo zero anche in settembre-ottobre. Ad avvalorare la tesi che la stagione si prospetta buona, il fatto che il sottobosco è ricoperto dalle muffe, propedeutiche alla nascita dei porcini.
«I cercatori più esperti - prosegue Alessandro Zani - avevano detto che, nelle loro prime uscite, il terreno era troppo asciutto e del tutte privo delle famose muffe. Quindi niente funghi, neppure di quelli non buoni o addirittura velenosi, la nascita dei quali è il segnale dell'arrivo dei boleti».
Caccia aperta, dunque, per l'esercito di fungaioli disseminato in tutte le zone del comprensorio ligure-toscano-emiliano, di cui Zeri è una sorta di capoluogo, visto che il territorio del più nordico Comune della Toscana, confina appunto con le regioni Liguria ed Emilia. Qualcuno, del resto, la caccia grossa l’ha già fatta, come mostra Armando Lorenzelli. Il settantenne di Coloretta ha trovato due maxi porcini davvero degni di foto, assieme a una bella cassetta di funghi di dimensioni più “normali”.
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