Il presidio
Acqua e minimo vitale Il consiglio ha detto sì
Lo Statuto comunale accoglie anche la definizione di bene comune Il Pd: non è giusto realizzare profitti. I 5 Stelle: questa è una nostra vittoria
MASSA. Si chiama Statuto comunale ed è l’atto di governo dell’ente locale: quello in cui si fissano i principi generali e fondanti del Comune, l’organizzazione degli uffici, i rapporti con gli altri enti. A Massa la prima parte di quell’atto è definita: l’ha stesa e approvata il consiglio comunale, giovedì. E nello Statuto, oltre a ribadire il valore della parità di genere, oltre a rafforzare - come spiega il Pd - l’articolo sulle libertà ed i diritti, «riconoscendo il nuovo concetto di famiglie e garantendo l’effettiva integrazione dei cittadini dell’Unione Europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio del Comune», è stata inserita una parte relativa ai beni Comuni. Ed è su quella parte che si è concentrata la discussione consigliare. Perché dire beni comuni equivale a dire acqua e visto il dibattito sul tema e la protesta degli anti Gaia, la questione è rilevante.
«Si è voluto riconoscere all’interno dello Statuto - scrive in una nota il gruppo consiliare del Pd - il principio dell’acqua pubblica e del minimo vitale. Gaia è una società pubblica, i cui azionisti sono i Comuni e, dunque, i cittadini; si tratta del solo caso in tutta la Toscana dove non è presente il socio privato. Pensiamo che questa natura pubblica sia un valore da difendere per almeno due fondamentali ragioni: l’acqua è un bene pubblico e la gestione del servizio idrico è un monopolio naturale. Non è giusto, a nostro avviso, consentire che si realizzino profitti su un servizio che possiede queste caratteristiche». Acqua pubblica, dunque, e flusso minimo garantito anche a chi non paga perché i soldi non ce li ha. E proprio sul minimo vitale intervengono i 5 Stelle: «Il Movimento - scrivono - ha ottenuto una grande vittoria politica: il principio del quantitativo minimo vitale garantito è entrato nello Statuto. Il Comune ha deciso che le amministrazioni che si succederanno dovranno tener conto di questo, oltreché della volontà di mantenere pubblico qualsiasi servizio. In consiglio è stata una nostra vittoria; in realtà il grande lavoro lo hanno fatto tutti quei cittadini che, in questi anni, hanno protestato, manifestato e tenuto viva l’attenzione sul problema acqua. È però solo un piccolo, primissimo passo verso una gestione più equa e giusta di questo bene comune preziosissimo. Aspettiamo ancora - concludono i pentastellati - che venga calendarizzato il consiglio comunale su Gaia, aperto ai cittadini, richiesto da quattro mesi».
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