Meteo
Stato di agitazione alla Italian Store Machines
MASSA. Stato di agitazione per i lavoratori della ISM, Italian Stone Machines srl, nata nel 2013 dall'ingresso di nuovi soci all'interno della storica azienda massese Barsanti Macchine: i 34 operai...
MASSA. Stato di agitazione per i lavoratori della ISM, Italian Stone Machines srl, nata nel 2013 dall'ingresso di nuovi soci all'interno della storica azienda massese Barsanti Macchine: i 34 operai della ISM, a cui si aggiungono i 20 lavoratori di due cooperative, la Al.ma.ri.na, che si occupa di lavorazioni meccaniche e la Biemme, cui invece spetta la parte della verniciatura, non ricevono lo stipendio da tre mesi, per problemi legati alle autorizzazioni bancarie dei soci.
«In banca i pagamenti sono stati tutti bloccati- dice la segretaria della Fiom di Massa Carrara Luisa Pietrini-; gli avvocati ci hanno riferito che in banca non c'è più nessuno che ha potere di firma. Tutti i lavoratori hanno già depositato decreti ingiuntivi per rientrare delle cifre che gli spettano. Intanto noi continuiamo le assemblee in fabbrica». Apparentemente, conferma la Fiom, non sembra uno dei soliti casi di azienda in crisi: «le commesse, seppur in calo, ci sono; il lavoro non manca ed è per questo che lo scorso settembre gli operai delle due cooperative che stavano lavorando a scadenze importanti hanno deciso di pagare di tasca loro due bollette dell'elettricità, la prima da 4400 euro e la seconda da 3200, perché altrimenti si sarebbe fermato tutto e sarebbe stato un disastro».
Un lavoro che continua, quindi, grazie agli operai, mentre tra i soci impazzano le liti. «Il cda si è spaccato- racconta la Pietrini- alcuni componenti hanno dato le dimissioni per motivi aziendali. Riguardo gli stipendi, però, avevano garantito che sarebbero arrivare le autorizzazioni ai pagamenti, ma i conti in banca risultano bloccati. Noi siamo preoccupati perché non sappiamo dove porterà questo dissapore tra i soci; potrebbero anche decidere di chiudere e dismettere e a rimetterci sarebbero come sempre soltanto i lavoratori». Eppure la Italian Stone Machines si presentò, nel 2013, con ben altre aspettative: «Una nuova realtà industriale- si legge nel sito ufficiale dell'azienda- con un piano industriale affidabile ed ambizioso: recuperare la storia di una gloriosa azienda del settore, Barsanti Macchine Spa e ripartire con idee nuove e con metodi gestionali più avanzati».
In pratica i nuovi azionisti della Società contavano di unire la loro consolidata esperienza finanziaria e gestionale internazionale, all'esperienza tramandata da generazioni nel settore delle costruzioni delle macchine per la lavorazione del marmo, del granito e della pietra. L'obiettivo era diversificare la produzione, ampliare l'offerta, permettere di avere una organizzazione industriale più flessibile, aprire a nuove iniziative nel settore con l'ampliamento dei mercati. Qualcosa, però, non ha funzionato e adesso si rischia la vertenza di altre 54 persone, che coinvolge le rispettive famiglie. «Alcuni soci azionisti si oppongono al cambiamento- conclude la Pietrini-, così almeno ci hanno spiegato e questo sta facendo vacillare l'azienda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google