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Il commissario: «Adesso l’ero si fuma o si sniffa»
CARRARA. C’è soddisfazione in commissariato: gli agenti della squadra di polizia giudiziaria sanno di avere dato un colpo pesante allo spaccio di droga in città. E di avere tolto dal mercato l’equival...
CARRARA. C’è soddisfazione in commissariato: gli agenti della squadra di polizia giudiziaria sanno di avere dato un colpo pesante allo spaccio di droga in città. E di avere tolto dal mercato l’equivalente di 2 chili e mezzo di eroina, cioè 10-12mila dosi (il “quartino”), dal mercato locale.
Il dottor Corrado Mattana, dirigente del commissariato, però, non pensa tanto al successo, quanto ai riflessi sociali che questa operazione mette in evidenza. Il sequestro carrarese è la conferma che l’eroina ha cambiato look ma è sempre diffusa. E continua a seminare morte. Scordatevi, spiega Mattana, l’immagine dell’eroinomane che ruba autorardio, svuota il borsello dei genitori e gira con la siringa in tasca. Scordatevi le ragazze che si prostituiscono per avere i soldi per un quartino. Oggi, i costi bassi (20-30 euro a grammo) e la relativamente facile reperibilità (scordatevi anche le piazze con i tossicomani) fanno sì che il suo consumo possa essere percepito come compatibile con una vita “normale”.
In altre parole: l’eroina si trova facilmente, costa poco e viene utilizzata al pari di altre sostanze stupefacenti (dalla cocaina alle mdma) come un mezzo per ottenere uno “sballo” temporaneo. Nella convinzione, anche, che le “nuove” forme di assunzione, cioè fumare o sniffare l’eroina, non abbiano effetti collaterali, come il rischio di infezioni legate al “buco” e che così l’eroina faccia meno male.
«Un errore gravissimo, una sottovalutazione senza fondamento – dice il dottor Mattana – . Il fatto che non si usino più aghi e siringhe non riduce i gravisismi danni provocati da queste sostanze. Al massimo li pospone nel tempo».
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