Il presidio
I cinque stelle si battono su acqua e urbanistica
MASSA. È iniziata la lunga discussione in consiglio comunale per adottare, modificato, il nuovo statuto del Comune di Massa, a cui sono state dedicate tre sedute specifiche. Lo Statuto conta circa 60...
MASSA. È iniziata la lunga discussione in consiglio comunale per adottare, modificato, il nuovo statuto del Comune di Massa, a cui sono state dedicate tre sedute specifiche. Lo Statuto conta circa 60 articoli ed è un po' anzianotto: non è mai stato modificato da diverse decine di anni, e mostra quindi tutti i difetti e le inadeguatezze di uno strumento non più al passo con i tempi. Per questo la commissione Statuto dal 2013, più o meno, ha iniziato il percorso di modifica che ha portato all'elaborazione di numerosi emendamenti, da parte di tutti i gruppi consiliari che, se approvati, renderanno del tutto nuovo lo statuto. Tra questi emendamenti, il Movimento 5 Stelle la fa da padrone, avendone presentati ben 18. Il presidente della commissione, inoltre, è proprio il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi, che sullo Statuto ha voluto lavorare con costanza e ordine. Tra gli emendamenti più sostanziali che verranno letti, discussi e votati in consiglio, in questa tre giorni, c'è quello che riguarda l'acqua come bene primario e pubblico, di cui si chiede il minimo vitale, per ogni cittadino del comune, a prescindere dal gestore che c'è o ci sarà da qui ai prossimi anni, o dal colore politico delle prossime amministrazioni comunali. In pratica il comune di Massa, approvando questo emendamento, eviterà, da statuto, qualsiasi tipologia di distacco dell'acqua pubblica e carenza di acqua per le famiglie del comune. «E' vero che adesso abbiamo le rassicurazioni del sindaco e di Gaia- spiega Ricciardi- ma pensiamo che sia necessario metetre nero su bianco sullo statuto comunale l'esigenza del minimo vitale di acqua, come ci chiede l'Europa». C'è poi un altro emendamento corposo: il Movimento 5 Stelle chiede che possa essere sottoposta a referendum abrogativo anche la materia urbanistica, i vari Piani strutturali e Regolamenti urbanistici che, al momento, ne stanno fuori, per promuovere la partecipazione della cittadinanza anche a questa materia. Ci sono poi una serie di emendamenti che chiedono di portare lo statuto comunale ad un modello più vicino a quello delle altre città italiane, abrogando alcuni articoli, come quello sul Patrono, o quello sulle feste storiche che sono, secondo il presidente di commissione Ricciardi «delle vere marchette, inaccettabili". Si discuterà anche di argomenti più tecnici, sul bilancio dell'ente, attraverso osservazioni fatte alla commissione dagli stessi dirigenti comunali, recepite e proposte come "emendamenti tecnici». Durante le tre sedute si procederà con la lettura di ogni singolo articolo dello Statuto e, qualora ci siano degli emendamenti a quell'articolo, verranno letti e commentati dai consiglieri, in cinque minuti di intervento ciascuno.
Manuela D'Angelo
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