Il Tirreno

Sempre più negozi chiudono per sempre

Sempre più negozi chiudono per sempre

Confesercenti preoccupata: in calo continuo le aperture. L’assessore Carioli: il problema sono anche gli affitti troppo cari

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MASSA. «Mi pare che si vendono più cartelli affittasi che roba da mangiare o per vestirsi». Una battuta afferrata per strada per una situazione che su queste pagine abbiamo più volte cercato di raccontarvi. Il commercio, in città e in provincia, è in affanno. Chi rimane aperto lo fa aggrappandosi a margini di profitto sottili come un foglio di carta (con alcune eccezioni, ovviamente)

Se non bastassero le saracinesche chiuse e il numero crescente di commessi e commercianti senza lavoro, la conferma arriva da uno studio recente di Confesercenti Massa Carrara. 2016 annus horribilis. «Se la ripresa c’è, di sicuro non sta toccando il settore del commercio almeno nella provincia di Massa Carrar» commenta il responsabile di Confesercenti Adriano Rapaioli riferendosi ai dati diffusi dalla sua associazione sulle aperture e chiusure delle attività commerciali a Massa e provincia relativi al quarto bimestre 2016 (luglio e agosto).

25 le attività che hanno chiuso in provincia a fronte di 4 aperture, con un saldo negativo quindi di 21 unità; davvero nera la situazione a Massa con zero nuove attività e 13 chiusure. Frenano anche bar e ristoranti, le poche zattere di salvataggio di un settore in difficoltà un po’ ovunque. Dura la situazione in centro ma anche fuori.

«Purtroppo il commercio tradizionale non riesce proprio a risollevarsi - spiega Adriano Rapaioli – Ad esempio per bar e ristorazione, attività che in un territorio come il nostro che vive anche di turismo dovrebbero essere punti fermi, il saldo è negativo: meno 12 in provincia, meno 4 nel capoluogo. Un dato che preoccupa considerando che a livello regionale questi settori hanno registrato una crescita di oltre il 3% (addirittura sopra il 8% se preso in esame il quadriennio 2012-2016).

Poco meglio la situazione degli ambulanti, con un saldo positivo di 7 unità a livello provinciale.

Di recente i dati sul turismo avevano fornito qualche ragione per essere ottimisti, ma evidentemente non si è innescato un circolo virtuoso tra visitatori e commercio. «In luglio abbiamo assistito ad una vera e propria battuta d'arresto – precisa anzi Rapaioli – in particolare dei beni non alimentari nonostante i saldi, con un calo del volume di affari rispetto a luglio 2015 (-0,8%). Come si vede dai nostri dati - aggiunge il responsabile Massa Carrara - prosegue la drammatica erosione degli spazi di mercato dei piccoli esercizi di vicinato e la spesa delle famiglie italiane non riparte in modo netto. In questo scenario sorride solo la grande distribuzione che nei primi sette mesi dell'anno registra una crescita dell'1,3%».

Rapaioli si rivolge perciò all’amministrazione comunale: «Secondo noi è giunto il momento di creare una vera e propria task force per capire quale strategie e incentivi mettere in campo».

L’assessore per le attività produttive Gabriele Carioli si dice «pronto, come sempre, ad ascoltare la voce delle categorie e dei cittadini. Purtroppo il settore è in difficoltà ovunque e noi qualcosa abbiamo provato a fare. Intanto il problema degli affitti troppo cari e la concorrenza del mondo on line. Il cambio di destinazione dei fondi in centro, con la facilità di aprire un’attività commerciale in un fondo per l’agricoltura e viceversa. (l.r.d.)

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