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«Nessun veto, non era sede giusta per premiarli»

«Nessun veto, non era sede giusta per premiarli»

FIVIZZANO. « Nessun veto né pregiudizio»: così in sintesi la risposta del sindaco Paolo Grassi su quanto sostenuto dall’Anpi di Casola-Fivizzano circa la vicenda della consegna degli attestati ai due...

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FIVIZZANO. « Nessun veto né pregiudizio»: così in sintesi la risposta del sindaco Paolo Grassi su quanto sostenuto dall’Anpi di Casola-Fivizzano circa la vicenda della consegna degli attestati ai due superstiti-testimoni della strage di San Terenzo Monti.

«Premetto- scrive Grassi- che sono iscritto all’Anpi Nazionale e conseguentemente mi sento particolarmente sensibile e attaccato ai valori della Resistenza espressi dall’Associazione, e mi riferisco anche all’ideazione e all’organizzazione dell’annuale appuntamento con la “Settimana della Memoria” realizzata fin dal mio primo mandato come sindaco».

E qui il sindaco di Fivizzano scrive di essere rimasto «fortemente sorpreso e amareggiato dalle parole “in assoluta libertà» espresse nella nota dell’Anpi Casola-Fivizzano. In particolare – dice il primo cittadino- per quanto riguarda il citato episodio della presunta esclusione dalla premiazione di due persone anziane da parte dell’Amministrazione comunale, e promossa dai responsabili della sezione Anpi “Hans e Sophie Sholl” di Casola Fivizzano”.

Il sindaco riporta che nell’articolo dell’Anpi «il Comune avrebbe posto un veto alla consegna di due attestati ai superstiti-testimoni della strage di San Terenzo, durante l’incontro per la presentazione del libro di Lorenzo Guadagnucci “Era un giorno qualsiasi”».

E si entra nel merito della vicenda contestata dall’Anpi : « In effetti – prosegue il sindaco – l’incontro con Guadagnucci e il suo libro erano stati programmati e comunicati con anticipo nel calendario di eventi e l’inserimento, non previsto e non concordato, della premiazione alle due persone, è stata organizzata e inserita senza la mia consultazione preventiva e comunque tardiva (il giorno precedente) all’interno dell’evento, dai responsabili della Sezione Anpi di Casola, i quali avrebbero preteso che io ne avessi dato pubblicamente attuazione in quella sede».

Quindi spiega «ciò non è stato possibile perché come già espresso, l’evento programmato, non permetteva, considerati gli aspetti organizzativi generali, ulteriori cerimonie». Grassi aggiunge poi per completezza di informazione che « quando sono venuto a conoscenza di questa richiesta, ho suggerito di effettuare la consegna degli attestati agli interessati, il giorno stesso, in altra sede, dove sarebbe stata ripetuta la presentazione del libro». Per Grassi quindi «nessun veto né pregiudizio nei confronti della cerimonia di premiazione e neppure, nel modo più assoluto, nei riguardi delle persone coinvolte». E così il primo cittadino conclude il suo intervento: «l’episodio spiacevole dell’articolo mi ha comunque lasciato molta amarezza soprattutto per le conclusioni superficiali, severe e sproporzionate all’accaduto dei fatti e alla verità». Grassi fa poi presente di aver chiesto un incontro con i responsabili dell’Anpi «per chiarire ogni dubbio e per ricondurre la vicenda nella sua giusta dimensione».

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