Il Tirreno

Dieci punti per fare ripartire Marina

di Alessio Profetti
Dieci punti per fare ripartire Marina

L’associazione Noi Cittadini: «Bisogna valorizzare i nostri luoghi: lotta al degrado e al dissesto»

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MASSA. «Abbiamo un tesoro tra le mani, ma purtroppo la maggior parte delle volte si parla di quello che si potrebbe fare e poi non viene fatto». A parlare è Rachele Pucci, 35 anni avvocato e presidente di Noi Cittadini di Marina di Massa, l’associazione che da due anni ormai raccoglie i malumori degli abitanti della costa cercando soluzioni e proposte. Nei giorni scorsi il primo dei dieci appuntamenti per ripensare e costruire “La Marina che vorrei”, «sì sono incontri con abitanti ed esperti, vorremmo riuscire a confrontarci apertamente ed arrivare a delle soluzioni concrete o quantomeno a delle proposte». «Abbiamo cominciato con una delle problematiche più sentite dalla popolazione - continua la presidente - ovvero quelle legate al dissesto idrogeologico e alla prevenzione dei danni da acqua piovana».

L'associazione - nata proprio a seguito degli eventi alluvionali che a novembre 2014 hanno duramente colpito la zona di Marina di Massa con allagamenti e piogge torrenziali - nei prossimi giorni incontrerà il sindaco per capire quali potranno essere le soluzioni e gli interventi da adottare, incontro a cui parteciperà anche una delegazione di cittadini, ognuno portavoce della propria zona di Marina.

«Pensiamo che questo sia il modo più giusto per affrontare le questioni - spiega Pucci - senza un confronto e una proposta faremmo soltanto un’iniziativa fine a sé stessa, sappiamo che purtroppo le risorse sono ristrette ma alla fine con piccoli e continui accorgimenti molte problematiche possono essere risolte». Pulizia delle fognature e dei tombini certo ma anche lotta al degrado e maggior sicurezza, questi i temi che verranno affrontati nelle prossime riunioni, «le tematiche sono nate dalla voce della gente e dalla segnalazioni che riceviamo. La prossima iniziativa riguarderà il degrado urbano, non tutti sanno che esiste un regolamento dal 2014 che però non viene rispettato, questo è un problema che riguarda un po’ tutti, è sentito dal singolo cittadino ma anche da chi ha un esercizio commerciale, dagli albergatori ai balneari. Cercheremo di portare un esperto in materia ma ovviamente sarà essenziale il contribuito dei operatori del territorio e degli abitanti».

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