Il presidio
Cup, lavoratori in odore di sciopero
Chiedono l’aumento del monte ore e la stabilizzazione dei precari in vista del nuovo bando
MASSA. Il loro è un aut aut perché il tempo stringe e se non saranno stabilizzati entro la fine dell’anno, il rischio è che i posti che occupano non finiscano nel nuovo bando e loro - 8 persone, 8 storie, 8 famiglie - si ritrovino, con un pugno di mosche in mano. Senza un lavoro, senza uno stipendio a fine mese.
Sono i precari dei centri unici prenotazioni. È ai lavoratori del Cup che ti affidi per fissare l’appuntamento, per spostarlo, per pagare il ticket, è a loro che spesso esprimi la tua rabbia perchè la visita che ti ha prescritto il medico non la puoi fare prima delle calende greche. I lavoratori dei Cup hanno scritto all’Asl, all’associazione di imprese che gestisce il servizio e ai sindaci: chiedono un incontro entro il 31 ottobre e se quell’incontro non arriverà, beh allora sarà stato di agitazione e, se necessario, sciopero. La vicenda precari e Cup - a ricostruirla è Enzo Mastorci (Cisl) - ha una tappa fondamentale nel 2012 quando l’associazione di imprese composta da Manutencoop, Cooplat e Televita, vince la gara d’appalto: «Allora gli operatori - chiarisce il sindacalista - erano 114, ma 18 rapporti di lavoro, per svariati motivi, cessano e le ore coperte da quei 18 lavoratori vengono distribuite tra gli altri 96 operatori e 8 precari. Precari dal 2012 e tutt’oggi. Nel luglio del 2015 - ecco un’altra tappa fondamentale - l’appalto scade e l’ati continua a gestire il servizio forte di una proroga di due anni che scade nel giugno 2017». Per giugno quindi il servizio dovrà essere riassegnato e i precari tremano: se non stabilizzati, non rientreranno nell’organico e il nuovo gestore non avrà l’obbligo di garantire il loro posto, come dovrà fare, invece, per i colleghi a tempo indeterminato. Ecco, quindi, che la Cisl e la Cgil hanno firmato un documento e chiesto la stabilizzazione dei precari. Non solo, chiedono anche di ufficializzare l’aumento del monte ore complessivo: «Le ore sono calate progressivamente fino alle 2.400 attuali, per tutti i Cup della Provincia - Mastorci tira le somme - L’Asl ci aveva garantito di portarle a 2.900, ma non l’ha fatto. Noi chiediamo che le ore da contrattualizzare (e da mettere a bando ndr) siano 2.650 cui devono aggiungersi quelle dei 18 operatori che non sono più in servizio».
Richiesta ufficiale di Cgil e Cisl accompagnata dalla richiesta di un incontro entro fine mese. Altrimenti sarà stato di agitazione e sciopero degli operatori.(c.s.)
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