Il Tirreno

«A Turigliano cremazioni contingentate»

di Cinzia Chiappini
«A Turigliano cremazioni contingentate»

Apuafarma: il forno sarà aperto alle richieste esterne ma non si supereranno i mille interventi l’anno

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CARRARA. I vertici di Apuafarma davanti alle commissioni Sanità, Ambiente e Partecipate: «Servizio aperto alle richieste da fuori ma non si supereranno le mille cremazioni all’anno». Incontro chiarificatore tra i vertici di Apuafarma, una nutrita rappresentanza del consiglio comunale e il comitato Tutela Salute sul tema del forno crematorio di Turgliano.

In una seduta congiunta delle commissioni Sanità, Ambiente e Partecipate, ieri mattina, l’amministratore unico Fabrizio Volpi e il direttore Lucia Venuti hanno fatto chiarezza sui dettagli del servizio che dovrebbe partire prima di fine anno a Turgliano. Il nuovo impianto potrà soddisfare anche le richieste dei non carraresi ma non effettuerà più di mille cremazioni all’anno. Lo ha garantito lo stesso Fabrizio Volpi: «Attualmente la domanda nel territorio comunale è di circa 550 cremazioni all’anno. Con l’apertura dell’impianto è previsto un incremento “fisiologico”delle richieste di circa il 20%. Secondo le stime di Apuafarma – ha proseguito l’amministratore unico - da Carrara arriveranno circa 700-750 richieste di cremazioni all’anno, mentre altre 250-300 potranno essere accolte da fuori comune».

Quanto poi alla delibera di giunta in cui si parlava di un servizio “riservato” ai carraresi, Lucia Venuti ha precisato che si trattava di un semplice refuso. «Qui nessuno vuole fare business sulle cremazioni, si tratta semplicemente di dare alla città un servizio utile che sia in grado di stare in piedi anche dal punto di vista economico» ha aggiunto Volpi.

Il “refuso” in delibera ha però innescato un piccata polemica:«Prima dicono e scrivono che l’accesso al servizio dei non residenti serve a garantire l’equilibrio economico, poi dicono che non è necessario» ha attaccato Matteo Martinelli del Movimento 5 Stelle, accusando la partecipata di sparare numeri a caso e ricordando che proprio Apuafarma già in passato aveva commesso l’errore di sottostimare i costi dei servizi, contribuendo a mettere a rischio il proprio bilancio. «È l’ennesimo pasticcio di un’amministrazione incapace e incompetente che si circonda di persone incapaci e incompetenti» ha insistito il capogruppo grillino.

Sempre dai banchi dell’opposizione Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) si è detta soddisfatta del chiarimento: «Con mille cremazioni all’anno non si fa alcun business, si risponde semplicemente a una richiesta di servizi della cittadinanza» ha detto la consigliera. Volpi ha spiegato che «quello che si sta cercando di fare è dimostrare che un’azienda pubblica, se ben governata, funziona meglio di una privata anche perché non ha necessità di fare utili, ma si deve limitare a dare servizi di qualità garantendo la copertura dei costi». Anche per questo i carraresi saranno agevolati nell’accesso al servizi e godranno di tariffe più basse rispetto ai non residenti.

Alla seduta congiunta delle commissioni consiliari hanno assistito anche i cittadini del Comitato Tutela Salute (il gruppo composto per lo più da residenti della zona di Turigliano nato in concomitanza con l’avvio della costruzione del forno crematorio, ndc) che hanno rilanciato la loro richiesta di installare una centralina per il monitoraggio delle emissioni dell’impianto da collocare fuori del perimetro cimiteriale. I vertici di Apuafarma hanno risposto in modo positivo, spiegando che ormai i lavori di realizzazione del forno crematorio sono in dirittura di arrivo: «Manca solo un allaccio e il collaudo» ha annunciato Volpi, spiegando che l’attivazione del servizio dovrebbe arrivare entro fine anno.

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