Il Tirreno

Senza riposo e turni massacranti, l'ispettorato del lavoro al Noa

di Chiara Sillicani
Senza riposo e turni massacranti, l'ispettorato del lavoro al Noa

Dopo l’esposto della Cisl sui lavoratori costretti a orari, passerà al setaccio tutte le timbrature dei cartellini dal primo giorno di apertura in viale Mattei

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MASSA. Un lavoro lungo, capillare, certosino, uno di quelli in cui gli occhi si incrociano, la punta della penna scorre lentamente la lista, il righello scivola da un nome all’altro, da un dato al successivo. Lavoro così impegnativo che per realizzarlo l’ispettorato del lavoro sta pensando di affidarsi all’oggettività della macchina: un software che passi in rassegna, una per una, le timbrature dei cartellini. Dal primo giorno in cui il nuovo ospedale ha aperto i battenti in viale Mattei. Chi entra quando e, soprattutto, quanto rimane. Perché è sulla permanenza e sui turni senza fine che la Cisl punta il dito.

È luglio quando il sindacato prende carta e penna e scrive un esposto alla magistratura, ai Nas (nucleo antisofisticazione dei carabinieri) e, appunto, all’ispettorato del lavoro. Un esposto, ma non solo perché, a conferma delle sue argomentazioni, la Cisl allega una pagina in cui esemplifica i problemi organizzativi in seno al nuovo ospedale. E ad “inaugurare” l’elenco delle cose che non vanno, il sindacato cita quello che considera il “caso scuola”: una infermiera al lavoro per diciassette ore consecutive al dipartimento materno infantile, il 20 maggio. La Cisl traccia nell’esposto - e nell’allegato - il quadro di una confusa organizzazione del personale soprattutto in alcune aree, con particolare riferimento alla polispecialistica. Ma il punto su cui punta il dito con forza è il mancato rispetto della normativa che prevede, per i sanitari, 11 ore consecutive di riposo.

È proprio su quell’obbligo di legge che l’ispettorato del lavoro concentra oggi la sua attenzione per verificare se chi lavora nel comparto (tutti i sanitari esclusi i medici) si veda realmente garantita la possibilità di riposare 11 ore o si trovi magari a smontare ben oltre le 20 di sera per rientrare alle 7 del mattino.

L’intenzione di vederci chiaro l’ispettorato del lavoro ce l’ha tutta: esposto alla mano, ha, infatti, convocato i delegati della Cisl e ha chiesto loro di illustrare dettagliatamente la distribuzione dei compiti e l’organizzazione degli orari all’interno del Noa. La conferma arriva da uno di quei delegati, Massimo Francini: «Pochi giorni dopo aver consegnato l’esposto, ci è stato chiesto di spiegare con accuratezza il meccanismo della turnazione». Perché all’ospedale delle Apuane ci sono quelli che fanno i turno e ruotano e i dipendenti giornalieri che hanno, invece, un orario definito e smontano sempre alle 20, salvo la possibilità di essere reperibili di notte. Ma l’ispettorato è andato oltre e la scorsa settimana ha voluto capire se, all’interno dell’ ormai ex Asl 1, sia mai stato definito e siglato - in passato la legge lo consentiva - un accordo sindacale per derogare all’obbligo delle 11 ore di riposo. Quell’accordo - e i delegati Cisl lo hanno ribadito - l’Asl apuana e i sindacati non lo hanno mai sottoscritto. Ecco quindi che, certo che uno stop di 11 ore debba esserci, l’ispettorato passa al setaccio tutte le timbrature al nuovo ospedale delle Apuane. Dal giorno dell’apertura.

«Ci è stato detto - prosegue Massimo Francini - che sarà un lavoro molto impegnativo, probabilmente verrà impiegato un software. Verranno controllate le permanenze del personale in reparto per verificare se siano stati rispettati gli stop di 11 ore e quindi il rapporto, previsto dalle normative, tra numero di pazienti e infermieri». Insomma, un controllo inusuale, non il furbetto che timbra e se ne va, ma lo Stakanov che entra al lavoro e non esce più.

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