Il Tirreno

Gli “eroi” della Pro loco in lotta contro le discariche abusive

di Alessio Profetti
Gli “eroi” della Pro loco in lotta contro le discariche abusive

Un impegno costante per ridurre il degrado in zona industriale. Portati via 3mila metri cubi di rifiuti, grazie anche ai migranti

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MASSA. Rifiuti, rifiuti e ancora rifiuti. Che la zona industriale sia una delle aree più colpite dal degrado e dallo scarico abusivo non è difficile da constatare.

Basta salire in macchina e fare un giro in lungo e largo per le strade che costeggiano e incrociano le aziende per scorgere tra il paesaggio rottami vecchi e arrugginiti di utensili abbandonati o scheletri di macchine alla mercé del tempo. Meglio ancora a piedi perché i camminamenti pedonali spesso non esistono neanche più, scomparsi dalla vegetazione cresciuta negli anni a cui si mischiano rifiuti di ogni genere, dalla plastica alla carta, dalle bottiglie di vetro alle batterie delle automobili. Infine i parcheggi, è qui che il degrado la fa da padrone, lattine, sacchetti, copertoni e bombole del gas, queste sono le aree di raccoglimento dei rifiuti, una sorta di discarica a cielo aperto dove buttare tutto quello che non si può gettare altrove. Insomma, degrado su degrado.

«Al momento stiamo ultimando la pulizia di via Dorsale – spiega Michele Russo, presidente della Proloco Catagnina, l'associazione che dal 2013 si impegna a mantenere pulita la zona industriale – dalla rotonda del Pignone fino a via degli Unni, adesso c'è un marciapiede che fino a ieri non esisteva, era messo talmente male che era impercorribile». «In questi tre anni abbiamo macinato chilometri di strade, davanti alla Sanac con il supporto dell'ufficio ambiente abbiamo fatto portare via 3.000 metri cubi di rifiuti – la capienza di un container per trasporto marittimo in media è di 50 metri cubi – adesso nell'area possono parcheggiare tir e rimorchi, c'era roba accumulata da vent'anni, uno scarico abusivo selvaggio». E nelle scorse settimane l'opera di pulizia della Proloco ha toccato tutte le strade principali: via Bordigona, via Catagnina, via Oliveti e viale Mattei, un'azione incessante perché purtroppo «non si riuscirà mai ad arrivare alla fine di questo problema finché la gente continuerà ad abbandonare rifiuti».

«Le aziende apprezzano questo impegno – continua Russo – sono sempre di più quelle che ci contattano e ci ringraziano oppure vogliono aderire, c'è chi ci dice se possiamo spostarci anche nella zone vicine». Oltre settanta le adesioni e un impegno economico che dall'inizio dell'anno ha già raggiunto i 40mila euro, soldi delle imprese che tornano alle imprese perchè «ripulire l'area significa donare una nuova immagine e una nuova dignità a questa porzione del nostro territorio».

Ad aiutare la Proloco negli interventi ci sono anche otto migranti impegnati in attività socialmente utili all'interno di un progetto partito la scorsa estate. «Sono tutti ragazzi dai 22 ai 28 anni – spiega Michele Russo – si danno da fare. Non vengono pagati ma in questo modo si rendono utili verso la comunità che li accoglie».

Mutari di anni ne ha 24, da un anno è in Italia dopo essere scappato dal Togo, adesso è in uno dei due gruppi che di giorno si alternano per la pulizia delle strade: «Siamo contenti, siamo tutti contenti di lavorare perché così non ci sentiamo soli».

Insomma, via i copertoni, via fusti d'olio abbandonati, e via agli anni di degrado che hanno regnato indisturbati, «anche grazie a loro potremmo lavorare di più e raggiungere altre aree – conclude Russo – sì è un lavoro duro ma è anche una soddisfazione, quando le persone riescono a riappropriarsi di una parte della loro città a viverla di nuovo, ecco questa è la soddisfazione».

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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