Il Tirreno

Ecco cosa è finito a Cava Fornace

Ecco cosa è finito a Cava Fornace

Secondo la perizia di parte valori degli inquinanti nei limiti. Grillini all’attacco

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MASSA. L’intervento di messa in sicurezza di emergenza nel lotto 3 dell’area ex Montedison/Farmoplant (oggi di proprietà della cooperativa La Victor) ha già visto la rimozione e lo smaltimento di 250 tonnellate di terre nella discarica di Cava Fornace, a Montignoso. Secondo il sindaco Gianni Lorenzetti questo sarebbe stato possibile perché l’Arpat, convalidando i risultati delle analisi di parte, avrebbe garantito che tali materiali rientrano nei codici di conferimento attualmente autorizzati per la discarica montignosina (e dunque non inquinati da pesticidi o altre sostanze pericolose). A coordinare le attività in corso nell’area La Victor per conto della Edison Spa (ex Montedison), individuata come soggetto inquinatore, è il dottor Gino Camici della società Abc Ambiente Srl di Carrara, già responsabile provinciale dell’Arpat. Camici, sempre su incarico di Edison, ha anche commissionato al laboratorio Theolab di Volpiano (To) le analisi chimiche su campioni di terreno e acque di falda prelevati nel lotto 3 dell’ex Farmoplant, che poi sarebbero state comprovate da Arpat, consentendo di conferire le terre in questione a Cava Fornace. I risultati delle analisi sui prelievi delle pareti e del fondo scavi, effettuati lo scorso 17 luglio seguendo le direttive tecniche dell’Arpat, hanno evidenziato l’esigenza di effettuare un ulteriore intervento di scarificatura della parete lato Massa che ha coinvolto anche parte della parete lato Avenza di detti scavi. Il 5 settembre sono stati poi prelevati nuovi campioni di terreno, i cui esiti analitici hanno mostrato il rispetto dei limiti stabiliti dal Codice ambientale per i valori di sostanze inquinanti. Per quanto riguarda le acque di falda, sono stati realizzati nell’area La Victor 4 piezometri, la cui ubicazione è stata concordata con l’Arpat, i cui funzionari hanno controllato personalmente l’effettuazione degli ultimi due prelievi, realizzati sempre lo scorso luglio. Nei valori delle acque sotterranee i superamenti riscontrati hanno riguardato il manganese, il ferro, ed i solventi clorurati; le altre sostanze inquinanti presentavano invece valori inferiori ai limiti di legge. I solventi clorurati sono stati riscontrati nel primo piezometro, posto sul confine lato monti dell’ex Farmoplant, le cui concentrazioni risultavano confrontabili con quelle del secondo, posto a valle. I metalli ferro e manganese erano invece presenti in tutta l’area. Secondo Abc Ambiente questo confermerebbe che la contaminazione riscontrata nella falda ex Farmoplant deriverebbe da monte idrogeologico e non sarebbe da imputare alle lavorazioni effettuate all’epoca in cui era attiva la fabbrica chimica, ossia i pesticidi. Nel solo piezometro 4, unico a presentare opalescenza, è stata rinvenuta la presenza di ammoniaca.

Sul conferimento del materiale intervengono i 5 Stelle di Montignoso: «Già da qualche settimana - scrive il Movimento - erano emerse le intenzioni di Programma Ambiente Apuane spa, gestore della discarica, di conferire parte delle terre di bonifica proveniente dalla zona “ex Farmoplant”. Durante la commissione speciale, è emerso che i conferimenti sono già iniziati con 250 tonnellate di terre...Il gestore, con una perizia di parte, ha iniziato a portare in discarica le terre. Questo costituisce un gravissimo precedente, che non ha trovato opposizione da parte dell’amministrazione... A nostro avviso, è irresponsabile, superficiale e per niente trasparente il comportamento del sindaco Lorenzetti per non aver chiesto un controllo di Arpat a verifica di analisi fatte da una società terza pagata dal gestore». Il Movimento chiede, quindi, un consiglio straordinario aperto ai contributi di associazioni e cittadini in cui il sindaco spieghi «come sia possibile che i conferimenti avvengano prima che la commissione controllo possa valutare la effettuabilità del conferimento. Siamo pronti a chiedere le dimissioni del sindaco».

David Chiappuella

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