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Un presidio fisso dei vigili a Pontremoli
È uno degli obiettivi del nuovo comandante provinciale Bruni. «Qui ho trovato una squadra competente e organizzata»
PONTREMOLI. La porta si chiude, un lampo si accende in testa e la mano va a tastare la tasca vuota: le chiavi sono rimaste dentro. Sei fuori casa e per prima cosa a chi pensi: ai vigili del fuoco. È l’esempio più banale di un corpo di uomini e donne sempre a disposizione della cittadinanza e che per interventi di ben altro valore e importanza hanno dimostrato la loro centralità nel sistema di soccorso apuano.
L’allerta arancione per il maltempo dell’altro ieri lo ha dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, un’altra volta. Vento che porta via le tegole da una casa, alberi che cadono, lamiere che si staccano e cornicioni che cadono. Ovunque squadre dei pompieri ad arginare, riparare, mettere in sicurezza e dare conforto. Il territorio apuano, con le sue tante criticità idrogeologiche non ne può fare a meno. Anzi, ne servirebbero di più.
Da un mese è arrivato al comando di Massa Carrara il nuovo comandante Leonardo Bruni. Laureato in ingegneria, viene dal comando di La Spezia. «È un territorio che ha complicazioni analoghe – spiega il comandante – cerco di interpretare le novità ma ho trovato una squadra di uomini competenti, un comando ben organizzato ed efficiente».
Il comando è piuttosto strutturato sul territorio con la sede provinciale di Massa ei due distaccamenti di Aulla e Carrara. «Uno degli obiettivi che vorrei perseguire durante la mia permanenza qui – dice Bruni – è il cercare di portare un presidio fisso a Pontremoli. Per adesso abbiamo un distaccamento stagionale, ma la zona meriterebbe un presidio fisso. Cercherò di lavorare in tal senso, pur essendo tempi difficili perché le risorse sono poche e la coperta è corta».
Più vigili del fuoco dunque, per fronteggiare le emergenze e garantire un servizio capillare con tempi di reazione bassi in ogni situazione. I nostri vigili poi possono contare su alcune eccellenze che già negli anni si sono distinte in vari anni, anche aiutando durante emergenze che hanno colpito territori lontani dalla provincia. «Abbiamo un’unità cinofila, una piccola cagnolina che proprio di recente è intervenuta ad Amatrice per aiutare nei giorni successivi al terremoto», racconta con orgoglio Bruni. Una piccola cockerina di nome Maia.
E non è l’unica eccellenza. «C’è anche un nucleo Saf –aggiunge Bruni – una squadra che ha precise competenze di alpinismo e per gli interventi di soccorso fluviale. Sono molto bravi ad agire nelle zone impervie con difficoltà di approccio»:E nel presidio estivo c’è anche una moto d’acqua, per operare sulla costa.
La provincia di Massa Carrara d’altronde ha un territorio molto articolato, che nello spazio di pochi chilometri passa dal mare alla montagna. Non si può improvvisare e servono conoscenze adeguate per sapere come intervenire.
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