Il Tirreno

Stop dei vigili del fuoco ai lavori alla ditta Costa

di Gianluca Uberti
Stop dei vigili del fuoco ai lavori alla ditta Costa

Secondo i tecnici l’impianto antincendio dell’azienda non è a regola d’arte e si invita il titolare ad adottare misure adeguate di sorveglianza del materiale

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ALBIANO MAGRA. I Vigili del Fuoco stoppano la ditta Costa, evidentemente intenzionata a riprendere l'attività lavorativa al più presto nel capannone meno danneggiato dal fuoco del rogo di domenica 31 luglio.

Emerge da una nota scritta del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Massa Carrara, datata 3 ottobre scorso, nella quale si fa riferimento a una Segnalazione Certificata di Inizio Attività inviata dall'impresa che lavora rifiuti ad Albiano Magra da 20 anni.

I Vigili del Fuoco, però, hanno deciso di annullarla «come titolo abilitante all'esercizio dell'attività ai soli fini della sicurezza in caso di incendio, in quanto l'impianto idrico antincendio - si può leggere nella nota - è risultato complessivamente difforme alla regola d'arte, oltre che essere insufficiente per caratteristiche idrauliche al livello di rischio incendio dell'attività».

Quindi, la ditta Costa non può lavorare, nemmeno a ridotto regime, mancando un esame/progetto approvato preventivamente dai Vigili del Fuoco: non caso, attualmente, solo i piazzali vengono utilizzati. Ma altre cose mancano e i Vigili del Fuoco le mettono nero su bianco: infatti, nella documentazione a corredo della SCIA mancano le dichiarazioni di conformità dell'impianto idrico antincendio e dell'impianto di illuminazione di sicurezza.

Inoltre, le dichiarazioni di conformità dell'impianto elettrico e dell'impianto allarme, presentate dalla ditta Costa, «sono datate anteriormente alla visita ispettiva del 19 agosto scorso, nella quale si verbalizzavano - scrivono ancora i Vigili del Fuoco - difformità degli impianti stessi».

Di conseguenza, l'attività «non può esercire - così si conclude la nota - e il titolare deve adottare ogni accorgimento mitigatorio del rischio a riguardo del deposito di materiale ivi insistente, ivi compresa una idonea sorveglianza continuativa».

Un passaggio, quest'ultimo, molto significativo, visto che sollecitandola, potrebbe volersi fare intendere che la sorveglianza degli impianti non sarebbe stata idonea in passato. Il tutto accade mentre è pochi giorni fa la nuova sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze sul ricorso della ditta Costa contro il procedimento amministrativo avviato dal Comune di Aulla in ordine alla conformità urbanistico - edilizia del capannone A dell'impianto di lavorazione dei rifiuti, dal quale era scaturito che la ditta Costa non sarebbe stata in possesso dell'agibilità per il capannone in questione.

Un ricorso vinto secondo Mauro Costa, il patron dell'impresa che porta il suo nome e il suo cognome; perso secondo l'albianese Walter Moretti, uno dei leader della mobilitazione contro la ditta Costa.

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