Il presidio
Le terre Farmoplant già a cava Fornace
La protesta di Montignoso Democratica. Il sindaco Lorenzetti: «Per L’Arpat è tutto nella norma»
MONTIGNOSO. Duecento tonnellate di terre proveniente dalla bonifica di una porzione dell’area Farmoplant sono già state collocate nella discarica di cava Fornace. E Montignoso Democratica protesta e annuncia la richiesta, insieme alle altre forze di opposizione, di un consiglio comunale straordinario aperto agli interventi del pubblico.
«Riteniamo incredibile - scrive Montignoso Dem - che il gestore abbia cominciato a stoccare i rifiuti senza nemmeno aspettare le controanalisi dell'Arpat. Non è possibile prendere in giro i cittadini in questo modo. Il Sindaco Lorenzetti aveva detto esplicitamente di essere contrario a che la discarica di Montignoso diventasse il luogo di smaltimento delle terre inquinate della zona industriale di Massa, però probabilmente si è dimenticato di vigilare attentamente perché questo non avvenisse. Sulla questione della discarica assistiamo, infatti, ad un silenzio assoluto da parte degli esponenti della maggioranza, ancora più imbarazzante per quanto riguarda l'assessore all'Ambiente Massimo Poggi, che non ha ancora proferito parola. Ora chiediamo che ognuno si prenda le proprie responsabilità ed esprima in maniera chiara di fronte alla cittadinanza la propria posizione».
Ma per il sindaco Lorenzetti, da noi interpellato, il conferimento delle terre non è una forzatura. «Semmai è una conseguenza di quanto a suo tempo decisero l’ex sindaco Binaglia e il suo assessore Settimo Del Freo: ovvero ampliare i codici di accesso dei materiali da confluire in discarica. A cominciare appunto dalle terre di bonifica. Quando ho saputo dell’arrivo di queste terre dalle aree Farmoplant ho chiesto lumi alla direttrice dell’Arpat. Che mi ha assicurato che le analisi compiute sulle terre, compresa la ricerca di fitofarmaci, hanno determinato che il conferimento a discarica è corretto: non si tratta di rifiuti pericolosi. E io dell’Arpat mi fido».
Per Montignoso Dem «si deve arrivare al più presto alla chiusura della discarica e che nel frattempo siamo contrari all'ampliamento dei codici di rifiuto conferibili, ribadendo il no alle terre di bonifica ex Farmoplant. Montignoso Democratica ritiene che debba essere mantenuto il vincolo di conferimento del 70% di marmettola, per evitare di far diventare questa discarica il luogo per lo smaltimento dell'amianto e dei rifiuti più inquinanti della Toscana ». C’è un altro punto che non torno a Montignoso Dem: «L'amministrazione ha indicato un nominativo che è stato inserito all'interno del consiglio di Amministrazione della Programma Ambiente Apuane. Una nomina indecente: nel momento in cui gli enti pubblici interessati devono valutare le pesanti richieste di nuovi codici di rifiuti del gestore, uno dei "controllori", il Comune di Montignoso, sceglie di entrare direttamente nella gestione con un suo rappresentante nel CdA. Noi siamo convinti che il compito dell'Amministrazione sia quello di controllare l'operato del gestore della discarica e di mettere dei paletti per la salvaguardia della salute dei propri cittadini, senza farsi coinvolgere nella gestione della società, non avendo di fatto nessun potere, ma andando ad occupare solamente una poltrona remunerata».
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