Il presidio
Ecco i Pennoni, dai mercati a casa Ferrari attraverso due secoli
Dietro le biancherie e gli arredi dell’Estrolab il lavoro cominciato nel 1904 da Felice
MONTIGNOSO. La Estrolab di Montignoso, inizia come tante altre aziende, da lontano, con gli eventi bellici che portano il paese più volte alla ricostruzione. Ed è appunto da queste cause che nasce l'attività commerciale di Felice Pennoni, classe 1904 e scomparso nel 1968 a seguito di un incidente d'auto mentre è di ritorno da una fiera in Lunigiana.
Ma nel frattempo aveva tracciato il solco che poi ha portato ad una delle più vivaci e moderne aziende commerciali della zona di Massa e Montignoso, anzi una azienda più conosciuta fuori ed in ambienti qualificati che non in quelli nostrani. La Estrolab, guidata adesso dai giovani e dinamici fratelli Massimo e Fabio Pennoni con la moglie Tiziana, è il fiore all'occhiello della riviera Apuoversiliese ma grande è stato il lavoro fatto dal babbo Francesco e mamma Erminia, che continua a dare una mano.
Una azienda che tratta arredamenti, articoli per la casa di qualità tanto da aver mercati in zone come Forte Dei Marmi, Costa Smeralda, Milano e Torino. Ma andiamo con ordine per vedere il suo tracciato. Come anticipato è stato Felice Pennoni col fratello Gino, conosciutissimo in zona col soprannome di “Tintum” ad avviare ( nel 1924) un certo tipo di commercio, comprando e vendendo la “pannina” stoffa morbida, stringhe e altro. Erano stoffe che andavano molto perchè in quei tempi tutti acquistavano tagli di tele per farsi costruire abiti e poi questi passavano di figlio in figlio.
Felice, come quasi tutte le famiglie del tempo, aveva messo su una bella e numerosa famiglia di otto figli: Bianca, Emma, Marisa, Anna, Rita, Vittorio, Roberto e Francesco. Poi alcuni sono scomparsi prematuramente, altri hanno scelto altre attività e il solo Francesco ( classe 1939) ha seguito le orme del padre ma era ancora piccolo ed andava seguendo uno zio, Gino, ai mercati.
«Ho cominciato ad andare a vendere ai mercati fissi – racconta Francesco – erano tutti locali, Massa, Avenza, Carrara, Spezia e Sarzana. Poi ho pensato che sarebbe stato meglio invece che aspettarli i clienti andarli a cercare a casa ed ho iniziato ad andare nei rioni, nei paesi di montagna, in alcuni posti in bicicletta, in altri vicini a piedi, ed in quelli più lontani in corriera. In questi paesi c'era bisogno di tutto e si vendeva di tutto, dalla “lanetta” ( quella per pulire le stoviglie) alla biancheria, di casa in casa dove ci pagavano a fine mese, era cosi dappertutto. Poi – continua Francesco – anch'io sono stato attratto dalla zona industriale e trovai il lavoro “sicuro” alla Dalmine ( 1962) e con i turni ed i festivi avevo la possibilità di continuare il mio commercio. Con scatoloni di cartoni pieni di biancheria andavano ancora a qualche mercato come quello del Forte. Poi ho iniziato a portare con me il figlio Fabio, un ragazzino che prometteva bene, gli piaceva. Massimo studiava».
E qui comincia ad intervenire Fabio, presente anche Massimo, per aiutare il racconto del padre che ogni tanto non ricorda bene qualche aspetto. «Ricordo tutti i viaggi per andare a vendere nei paesi della montagna – dice Fabio, 48 anni – da Forno a Casette, Antona e via ma naturalmente anche nei quartieri della città. Poi abbiamo preso la licenza “itinerante” perché non potevamo più rischiare, la Finanza già ci aveva fatto una bella multa, ed allora con le carte in regola e la nuova 500 come mezzo di trasporto abbiamo proseguito. Dal 1986 circa – continua Fabio – non avevo più voglia di andare a vendere in giro per le case ed abbiamo cercato un punto stabile, trovato alla Piazza di Montignoso una stanzetta che abbiamo adibito a negozio. Nel frattempo Massimo ( classe 1967, un anno in più) continuava a studiare all'università ( poi laureato il filosofia) e noi, io con la moglie e la cognata, abbiamo continuato cosi fino alla sua laurea».
E' il salto di Estrolab?
«Non subito – interviene Massimo – siamo cresciuti gradatamente e siamo arrivati alla decisione, cosa fare e dove trasferirsi». Nel frattempo ormai al babbo Francesco i ricordi affiorano ed interviene ma a trascrivere tutto servirebbe un libro, tanti sono gli episodi che racconta, per testimoniare la vita in quei periodi. Dunque il salto di qualità.
«Insieme io e Fabio abbiamo cominciato un nuovo giro e con la nuova licenza valida per tutti i mercati ci bastavano quelli della zona. Erano anni d'oro, fino al 2000. Poi inizia il calo di lavoro, capiamo che prima che sia tardi bisogna trovare alternative e aderiamo al Consorzio di 40 ambulanti di Forte dei Marmi ed ogni fine settimana abbiamo cominciato a partire tutti insieme verso città importanti, come Milano, Torino e altre. Stavamo molto attenti ad ogni sensazione di mercato e è arrivata la buona idea degli Artigiani della Renella ( fra i quali Giuntoli, Lorenzetti e altri) di costruire un Polo Produttivo artigiano nell'area dismessa della ex Tassara, ci è piaciuta ed abbiamo aderito. Ed effettivamente questo Polo Produttivo ha trasformato completamente la zona, portato aria di modernità, di funzionalità e dove anche l'occhio ha la sua parte».
E come avete deciso per la Sardegna, cosa vi ha attratto ?
«E' stato l'inizio di questa ultima crisi che ci ha fatto cercare e studiare altre possibilità -continua Massimo – e provare in Sardegna altrimenti non c'era motivo, qui avevamo tutto quello che c'è nell'isola, ambiente, turismo, clienti, commercio è insomma proprio tutto».
Poi riprende Fabio. «Nel 2001 creiamo al Forte il negozio Estro che gestisce mia moglie Tiziana ( vicina alla laurea in legge, lascia per continuare il lavoro ed ora è la Visual del gruppo), un negozio che trasformiamo e insieme alla biancheria inseriamo anche l'oggettistica. E quindi il grande balzo. Dopo l'Estro del Forte mettiamo su questo negozio più ampio che abbiamo chiamato Estrolab, abbiamo aggiunto la Lab di laboratorio”. Come laboratorio? Chiediamo.
« Qui si è aperto un mondo ( veramente uno spettacolo come luogo, prodotti, articoli per la casa) dalla biancheria siamo arrivati al laboratorio arredamenti navali- riprende Massimo - ma anche altri tipi come quello fatto al nuovo Relais di Montepepe, oppure arrediamo yatch come quello dell'ing. Piero Ferrari ( si, il figlio di Enzo Ferrari del cavallino rampante), ma anche arredato la Tecnogyn ( palestre)e un Hotel del cantante Ramacciotti». Torniamo alla Sardegna.
«In Sardegna ci stiamo quattro mesi in estate – dice Massimo – in Costa Smeralda e siamo già apprezzati, lavoriamo molto, siamo richiesti anche come spostamenti tra spazi pubblici e anche privati».
E come conciliate tutti questi movimenti con i figli?
«Per adesso studiano tutti fra qualche anno vedremo, saranno utili nuove idee e nuove forze».
Fabio ha un maschio, Giordano 6 anni, e Francesca 4, Massimo due maschi Riccardo di 19 e Lorenzo di 15, entrambi studiano al professionale. Il futuro c'è!
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