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Via i ravaneti e pulizia costante delle cave

Via i ravaneti e pulizia costante delle cave

La proposta di Legambiente per il Piano Regionale Cave. A maggio 2018 l’incontro con le associazioni

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CARRARA. C’è grande fermento attorno alle cave e non si parla di estrazione. Da un lato la Regione ha avviato le consultazioni con gli enti per redigere il Piano Regionale Cave, dall’altra al Comune di Carrara si lavora in commissione per il Regolamento comunale per la concessione degli agri marmiferi. Senza dimenticare – e come potremmo? – la fondamentale decisione della Corte Costituzionale sui beni estimati attesa per fine ottobre.

In attesa di tutto ciò Legambiente non rimane con le mani in mano enonostante la partecipazione delle associazioni al piano regionale non sia prevista prima del maggio 2018, si porta avanti con il lavoro e lancia già le sue proposte. «A piano già adottato, infatti, sarebbero certamente rigettate. Se non altro perché ne comporterebbero lo stravolgimento», la motivazione.

La proposta prevede una serie di punti articolati, che riguardano sia una parte prescrittiva che quella sanzionatoria. I ravaneti vanno completamente smantellati, con una vagliatura per eliminare marmettole a terre e una ricostruzione con le solo scaglie. Data l’elevate permeabilità dovrebbero svolger la funzione di “spugne”, per ridurre il rischio idraulico.

La pulizia delle cave dovrebbe essere costante, sia per quanto riguarda piazzali e bancate, che per le rampe di cave e le vie d’arrocamento. Altrimenti la grande opera di bonifica dei ravaneti, considerata fondamentale dagli ambientalisti, sarebbe vanificata dai nuovi apporti di marmettola.

La proposta prevede anche di spostare ad alta quota le strade di fondo valle che hanno occupato gli alvei, ripristinandoli. Per evitare sforamenti sulel quote di detriti Legambiente propone di pubblicare annualmente sul sito di regione e comune la quota dei materiali escavati cava per cava e di applicare sanzioni nei confronti sia delle cave inadempienti che dei funzionari comunali o regionali preposti al rispetto del piano.

Da ultimo si propone di privilegiare l’escavazione dei marmi pregiati, a parità di impatto ambientale con quelli di basso valore. Per individuare le aree destinate all’estrazione dei secondi bisognerebbe previamente valutare la capacità di garantire percentuali in blocchi superiori al 25%. (l.r.d.)

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