Il Tirreno

Preso il rapinatore dei tre colpi falliti, ma niente arresto

Preso il rapinatore dei tre colpi falliti, ma niente arresto

L’uomo aveva assaltato tre banche e tentato due estorsioni da ventimila euro. Senza flagranza però resta libero

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CARRARA. Ha fatto poca strada il rapinatore solitario che ieri pomeriggio in un’ora e mezza ha tentato di rapinare tre filiali di banca. L’uomo, un carrarese di 27 anni, è stato identificato grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza e ai cassieri degli istituti di credito finiti nel mirino del malvivente. Non sono scattate le manette, però, dato che non c’era più la flagranza di reato. Così il rapinatore se l’è cavata con una semplice denuncia a piede libero, che gli permetterà di attendere gli esiti dell’indagine senza dover sottostare ad alcun provvedimento restrittivo.

Nonostante sia stato accertato che le sue scorribande non si sono limitate a venerdì, ma erano cominciate il giorno prima, interessando la provincia apuana e quella spezzina. Giovedì aveva tentato un’estorsione all’ufficio postale di Avenza, ma gli era andata male ed era fuggito. Non pago il giorno seguente, la mattina, aveva tentato un’altra estorsione alla filiale del Monte dei Paschi di Marinella di Sarzana, eppoi le tre tentate rapine, avvenute in altrettanti istituti di credito di Carrara (viale Galilei, via Fiaschi e via del Cavatore). I militari, coordinati dal capitano Mario Ricciardi, visionati i filmati, raccolte le numerose testimonianze e attivata la rete informativa, hanno individuato e raggiunto presso la sua abitazione di Carrara il responsabile. Il giovane di professione è operaio. Non ha fatto alcuna resistenza, anzi ha ammesso tutti gli addebiti, venendo così denunciato in stato di libertà. Per i fatti procedono il nucleo operativo di Carrara e la stazione di Avenza.

Particolarmente fantasiosi i tentativi di estorsione all’ufficio postale e nella filiale del Monte dei Paschi. L’uomo è entrato nei locali e si è diretto, in entrambi i casi, verso i cassieri, lasciando una lunga lettera nella quale richiedeva il pagamento di ventimila euro. Nella missiva aveva anche descritto il modo in cui doveva avvenire il passaggio di denaro: qualcuno doveva depositare il sacchetto con il malloppo all’interno dei cassonetti dei rifiuti adiacenti l’ufficio. «In caso contrario faccio saltare l’edificio con l’esplosivo», minacciava. Ma nessuno gli ha creduto.

Nelle tre filiali invece si è presentato dicendo che quella era una rapina e che dovevano consegnargli il denaro che c’era dietro al bancone, altrimenti avrebbe fatto del male a qualcuno. Ma si capiva chiaramente che non aveva nessuna arma con sé, stava semplicemente mimando, dentro una tasca del giubbotto, la canna di una pistola con l’indice.

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