Il presidio
«Testo su Gaia troppo confuso perciò abbiamo lasciato l’aula»
MASSA. «Non abbiamo partecipato al voto sul servizio idrico per ragioni di merito e di metodo Non abbiamo potuto esprimere le nostre ragioni durante il consiglio comunale perché l'iter previsto dal...
MASSA. «Non abbiamo partecipato al voto sul servizio idrico per ragioni di merito e di metodo Non abbiamo potuto esprimere le nostre ragioni durante il consiglio comunale perché l'iter previsto dal regolamento comunale neanche la dichiarazione di voto». Ad affermarlo sono i consiglieri Gabriella Gabrielli, Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini e Andrea Ofretti delgli Arancioni.
L’opposizione lamenta di essersi trovata «davanti a un documento confuso, da una parte sosteneva di restituire la gestione idrica al singolo Comune, dall'altra la richiesta che la gestione del servizio idrico fosse affidato ad un ente riconducibile al bacino idrografico di riferimento, un documento pasticciato di cui più nessuno era in grado di comprenderne appieno il senso».
Ma gli Arancioni contestano anche il metodo: «Non abbiamo partecipato al voto perché dopo una lunga riunione dei capigruppo con il sindaco, dove sembrava si fosse raggiunta un'intesa su un testo, nel percorso che intercorre tra la stanza della riunione e la sala consiliare, scopriamo che Benedetti per Fi e il M5s aggiungono una frase non concordata nella riunione».
La nostra posizione su Gaia ribadiscono gli Arancioni è la seguente: «L'acqua è un bene comune e deve essere gestito da un soggetto pubblico: la gestione del servizio idrico del nostro territorio è l'unica totalmente pubblica in Toscana rispettando fedelmente l'esito referendario e così vogliamo che rimanga. Non si può togliere l'acqua ai morosi: va garantito sempre il minimo vitale e verificato caso per caso le ragioni dei non paganti».
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