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Ragazzino schiaffeggia sul sedere un anziano
L’episodio due giorni prima dell’aggressione in piazza Menconi. La vittima: «Forse gli stessi autori»
CARRARA. Lui l’appuntamento con il giornale non lo salta mai. Neppure domenica: compra Il Tirreno e legge dell’aggressione, da parte di 3 ragazzi, ad un uomo di 74 anni, a due passi da piazza Menconi. Sobbalza. La sua mente fa un salto e si ferma a mercoledì scorso, a 200 metri da quella piazza.
Sono quasi le 18 e lui, 71 anni, lascia l’appartamento di sua suocera per tornare a casa, ha parcheggiato poco distante: due passi e sarà alla macchina. Gli balza agli occhi un ragazzo seduto su un muretto, lungo uno stretto accesso al cortile di un palazzo: «Avrà avuto 15, forse 16 anni, l’ho notato già da lontano per il modo in cui mi guardava, per l’atteggiamento provocatorio e sbruffone».
Il ragazzo non si muove di un millimetro e quando l’anziano arriva alla sua altezza, ecco che gli lancia uno schiaffo: «Mi ha dato una pacca secca al sedere con il dorso della mano, sono rimasto immobile, non tanto per il dolore, ma per l’insolenza e la volgarità del gesto. Un ragazzino che schiaffeggia nel posteriori un uomo anziano».
Il giovane non dà all’uomo il tempo di reagire: «È corso via, si è nascosto nel cortile del condominio, dietro un angolo. Forse sperava che lo seguissi». Ma lui, prudentemente, non lo fa. Nota però che il ragazzetto non è solo: «Ho guardato verso il cortile nella speranza di individuare chi mi aveva dato lo schiaffo, è stato allora che mi sono accorto che c’era un seconda persona. Un coetaneo dell’altro, con il telefonino in mano. E ho avuto la sensazione, forse il timore, che mi stesse riprendendo. Era comunque evidente che avessero progettato la cosa». È mercoledì. Passano quattro giorni e l’anziano legge di un’aggressione ad un settantaquattrenne, avvenuta a pochi metri di distanza da dove lui si è preso un sonoro schiaffo al sedere: «Ho individuato tante analogie - spiega - non solo la zona e l’orario, ma anche l’età dei ragazzi, l’atteggiamento e il fatto che uno di loro rimanesse in disparte maneggiando il cellulare. Nel mio caso i ragazzi erano due e non tre, ma le somiglianze con l’aggressione avvenuta venerdì scorso e raccontata dalla stampa domenica, sono tante. Sospetto che possa trattarsi delle stesse persone, il giorno dopo lo schiaffo sono tornato per vedere se i ragazzi fossero ancora in zona, ma non li ho visti». Poi l’appello per maggiori controlli a garanzia della sicurezza di tutti. E degli anziani in particolare.(c.s.)
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