Il Tirreno

il ricordo dell’amica

«Grazie per quello che hai fatto»

«Grazie per quello che hai fatto»

Nora Facchini: nella scuola si è adoperata per la nascita del sindacato

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CARRARA. «Ricordare Emilia non è facile per la molteplicità di cose in cui si è distinta, ma non è poteva non essere così, essendo figlia di colui che ci ha regalato quel gioiello che è il viale XX Settembre - scrive l’amica Nora Facchini - Per fare le cose, non ci vuole solo competenza, ma ci vuole anche amore, quell'amore che lei ha raccolto da suo padre per adoperarsi prima nella scuola, poi in Comune. Non c'è alunno che nell'accennare il suo nome non mostri un sorriso, una parola benevola nei suoi confronti, si era proprio una bella persona! In quegli anni in cui i primi figli di operai varcavano la soglia delle scuole medie superiori, aveva sempre un modo di insegnare comprensibile a tutti». «Nella scuola si è adoperata per la nascita del sindacato e li ha iniziato il suo grande lavoro; è entrata in quella che è stata una fucina di idee di menti e spiriti liberi che è stato il Partito Comunista, è stata donna dell'Udi, ha difeso il diritto delle donne al lavoro e alla maternità - continua - Ha cercato in ogni modo di riportare il concetto di politica al servizio del cittadino, ricordiamoci che lei non solo fu la prima donna ad essere stata eletta sindaco, ma anche prima donna ad essere stata eletta dai cittadini. Alla fine del suo mandato, in una bellissima intervista rivendicava il buon lavoro fatto dalla sua giunta, la trasparenza del funzionamento dell'amministrazione, il funzionamento della casa di riposo e in ultimo non per importanza il provvedimento sugli agri marmiferi che volutamente tutt'oggi rimane inapplicato». «Di una cosa si rammaricava Emilia, di non essere riuscita a risollevare la città da quello stato di automortificazione e di non aver saputo sconfiggere la mancanza di fiducia, di cui soffre carrara e la sua gente. Alla richiesta di un consiglio per il futuro sindaco, suggeriva di portare avanti cio' che era stato fatto e costruito dalla sua giunta, perché non era tutto da buttare- conclude -Ultimamente aveva raccolto per lo spi Cgil racconti di donne che avevano lasciato il segno nella storia della nostra città. Grazie Emilia per quello che hai fatto, non perdendo mai il tuo stile, la tua dolcezza, il tuo modo di vedere la vita vicino alla gente per gente».

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