Il Tirreno

Procura e Regione in volo sopra le cave

di Libero Red Dolce
Procura e Regione in volo sopra le cave

Su un elicottero della Forestale il presidente Rossi e il procuratore Giubilaro per monitorare l’inquinamento dell’area

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MASSA CARRARA. Il primo drone di controllo sulle cave è il presidente Enrico Rossi. Cuffie nelle orecchie, si affaccia sul portellone di plexiglass mentre il comandante provinciale della Guardia Forestale, Carlo Chiavacci, con l’interfono gli spiega dov’è che la marmettola viene gettata per scivolare, venefica e lattiginosa, a valle trasportata dai corsi d’acqua.

Ad accompagnarlo c’è il procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro. Siede in mezzo con il comandante regionale della Guardia Forestale Giuseppe Vadalà. Il governatore sta a sinistra, dall’altro lato il sostituto procuratore Alessia Iacopini. Non sono mai saliti quassù: finestra e posto privilegiati per poter osservare meglio.

La vista dall’alto mozza il fiato. Una macchia bianca, strappata alla montagna. A terra al governatore l’avevano mostrata con le cartografie. A vederlo da quassù è un’altra cosa, con i ravaneti che degradano fino al basso, i mezzi a lavoro e la montagna quieta con la cima avvolta dalle nubi.

«Non si può buttare la marmettola nei fiumi né che dai piazzali, quando piove, coli giù dai ravaneti per andare a ingrossare i corsi d'acqua. Sono reati e non possono essere tollerati», aveva detto qualche settimana fa il presidente Rossi. Si annunciava quel giorno l’assunzione di dodici nuovi ispettori della sicurezza, che dal prossimo anno saranno incaricati di controllare l’attività di 120 cave attive.

Quello che hanno osservato oggi dall’elicottero è lo stesso scenario che dal prossimo anno registreranno i due droni acquistati dalla Regione, per guidare dall’alto gli ispettori e segnalare abusi e situazioni sospette.

«Il governatore si voleva rendere conto con i suoi occhi della situazione delle cave– ha spiegato Giubilaro – per avere un’idea più completa. A questo punto ha una conoscenza diretta, non solo raccontata o resa in fotografia. Una visita in funzione del protocollo che, dopo quello fatto sulla sicurezza sui luoghi di lavoro adesso si farà sulla tutela ambientale in senso lato: rifiuti, paesaggistica, idrogeologico. Tutto quel che riguarda le cave. Un’occasione di conoscenza, io le avevo già viste altre volte, organizzato con l’aiuto e la collaborazione della Guardia Forestale».

A terra, prima del volo, si sono seduti attorno a un tavolo ovale. Le cartografie dispiegata una sull’altra, per capire il territorio. Scorrere col dito l’andamento dei fiumi, indicare i ravaneti. Non è semplice capire un territorio che di abusi ne ha visti molti, sparsi e nascosti dal bianco abbagliante.

«Li abbiamo accompagnati sul nostro elicottero – racconta Chiavacci – gli abbiamo mostrato le criticità, di un territorio che conosciamo bene. Ci siamo soffermati soprattutto sulle cave di Carrara, nei dintorni, a Casette. Siamo stati in aria per trequarti d’ora».

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