Il presidio
Olive, raccolto anticipato per colpa della mosca
MASSA CARRARA. Il pericolo mosca olearia anticipa la raccolta di un paio di settimane. Stagione olivicola al via in provincia di Massa Carrara dove gli olivicoltori inizieranno a raccogliere le olive...
MASSA CARRARA. Il pericolo mosca olearia anticipa la raccolta di un paio di settimane. Stagione olivicola al via in provincia di Massa Carrara dove gli olivicoltori inizieranno a raccogliere le olive già a partire dalla prima settimana di ottobre per evitare nuovi feroci attacchi da parte del parassita che ha già colpito oltre il 20% delle piante. Per le 1.700 aziende che producono olio (fonte Istat) la raccolta sarà quindi meno generosa (-17%) ma si consoleranno con le ottime previsioni sull'export del prodotto principe della dieta mediterranea che ha già fatto segnare, nel precedente semestre, il 19,2% in più a livello regionale.
La stima sulla base dei dati Ismea/Unaprol presentati alla Giornata nazionale dell'extravergine italiano da Coldiretti ). «Il clima è stato favorevole durante tutta l'estate: il caldo, con la colonnina che è salita fino a 33 gradi, ha tenuto lontana la mosca. I problemi si sono materializzati nelle ultime settimane con l'abbassamento delle temperature.
Chi aveva preso le contromisure - spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti Massa Carrara - ha salvato il raccolto, chi si è fatto prendere in contropiede raccoglierà di meno. Anticipare la raccolta significa frangere olive più piccole: questo ha ripercussioni sulla resa.
Ciò nonostante gli agricoltori non si sono fatti scoraggiare dalle avversità atmosferiche e dagli attacchi funginei alle piante dimostrando capacità imprenditoriali di alto livello e rispondendo con corrette strategie di difesa puntando ovviamente tutto sull'alta qualità».
Le 300 mila piante che costituiscono il patrimonio olivicolo provinciale tra agricoltori professionali ed hobbisti assicureranno una produzione di circa 6-6,5 mila quintali di olio, litro più litro meno, con variazioni anche importanti tra zona e zona a seconda del livello di attacchi della mosca.
A preoccupare Coldiretti sono però sempre i fenomeni di speculazione, concorrenza sleale e mancanza di trasparenza che sfruttano la toscanità ed il brand Made in Italy senza averne alcun diritto e che rappresentano un danno per il vero olio di qualità prodotto invece dalle aziende locali: 2 bottiglie di olio su 3 contengono prodotto straniero proveniente per oltre il 60% dalla Spagna, il 25% dalla Grecia, ma per quasi il 10% da un paese extracomunitario come la Tunisia nonostante l'obbligatorietà di indicare in etichetta l'origine delle olive, così come al ristorante sono fuorilegge 3 contenitori di olio su 4 (76%) che non rispettano l'obbligo del tappo antirabbocco entrato in vigore quasi 2 anni fa con la legge europea 2013 bis.
«Dubitate da confezioni di olio che costano pochi euro - spiega Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Massa Carrara - perché non state acquistando vero extravergine di oliva italiano franto con olive italiane. Leggete bene l'etichetta: a volte, per ingannare il consumatore, le scritte sono così piccole tanto da richiedere l'impiego di una lente di ingrandimento».
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