Il Tirreno

I 5 Stelle: il Comune crei il registro dei tumori

Per il Movimento è l’unico strumento per avere una mappa dettagliata del rischio sul territorio

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MASSA. Gli ultimi dati dello studio Sentieri parlano chiaro: più malformazioni fetali e crescita delle patologie tumorali. È di fronte a questi dati che Luana Mencarelli, consigliera comunale dei 5 Stelle, torna a chiede un registro dei tumori: «Non so - esordisce - se mi indigna di più chi risponde a questi dati con chiacchiere o chi gli crede. Quando nel 2015 il Movimento presentò un atto per l’istituzione di un Registro Tumori di Massa, le risposte, non solo arrivarono con 9 mesi di ritardo e dopo un esposto in Procura, ma ebbero la consistenza di ogni risposta data in merito alla sanità: parole. Il Decreto Legge 179 del 2012 fissa, tra le altre cose, l’adozione dei sistemi di sorveglianza nel settore sanitario, tra cui i Registri Tumori, con lo scopo di registrare e caratterizzare tutti i casi di rischio per la salute, di una particolare malattia o di una condizione di salute rilevante in una popolazione. Allora fu risposto anche che quella del Movimento era una richiesta inutile perché il registro esisteva già, dimenticando di specificare che l’area coperta era quella di Firenze e Prato e che il progetto a cui si faceva riferimento è ancora in fase autorizzativa. Solo il 51% della popolazione - prosegue la consigliera - è coperto da un registro accreditato e solo nelle aree dove c’è un registro i tumori vengono contati uno a uno, e Massa non è tra quelle. Per il resto del territorio si procede in modo diverso: si producono stime ... Per cui se è vero che sappiamo in quanti si ammalano e in quanti muoiono di un tumore nella nostra zona, è altrettanto vero che non conosciamo la corrispondenza territoriale. Le informazioni raccolte dal tipo di registro accreditato che i 5 Stelle richiedevano includono il tipo di cancro diagnosticato, il nome, l’indirizzo, l’età e il sesso del malato, le condizioni cliniche, i trattamenti che ha ricevuto e sta ricevendo e l’evoluzione della malattia. Tutto questo avrebbe dato la possibilità di capire in quali zone del nostro territorio, con la precisione di via e numero civico, si originano il maggior numero di patologie tumorali e avremmo potuto indagarne il perché, arrivando a dati certi. Questi dati - prosegue Mencarelli - sarebbero stati decisivi per tracciare l’utilizzo futuro delle zone del nostro territorio relativamente alle destinazioni urbanistiche. Questa iniziativa avrebbe permesso di agire sull’insorgenza di tumori, ma è stata ritenuta troppo costosa, forse è più economico somministrare chemioterapia, oppure è più importante utilizzare questi dati come arma di ricatto quando Renzi dice che se vince il SI al referendum ci saranno più farmaci oncologici per tutti».

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