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«Dimissioni dei consiglieri, regalano un servizio pubblico»

«Dimissioni dei consiglieri, regalano un servizio pubblico»

MASSA. Dimissioni, perché la misura è colma. Nessun indugio nella posizione del “Comitato acqua alla gola”, devono andare a casa i consiglieri che hanno votato contro gli ordini del giorno per uscire...

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MASSA. Dimissioni, perché la misura è colma. Nessun indugio nella posizione del “Comitato acqua alla gola”, devono andare a casa i consiglieri che hanno votato contro gli ordini del giorno per uscire da Gaie e rivedere gli Ato. E insieme a loro l’amministrazione, colpevole di essere sorda a qualsiasi cambiamento nella gestione del servizio idrico.

«Il comitato regionale ha chiesto pubblicamente un impegno delle forze politiche a modificare la legge regionale 69/2011 per addivenire ad una gestione pubblica a livello di bacini idrografici. Per cui nessuna contraddizione vi era all'interno dell'odg in discussione in consiglio. Abbiamo chiesto alla Regione toscana di intervenire PER ottenere effetti calmieranti sulle tariffe troppo alte, trattandosi di intervento che verrebbe fatto verso una società pubblica e quindi con vantaggio esclusivo della collettività», lamentano i membri del comitato.Sfiducia insomma nell’agire dei consiglieri: «Il consiglio comunale di Massa ragiona sulla contingenza, non ha idea di cosa implichi a livello politico questo suo voto, che va verso la direzione della privatizzazione dell'acqua».

Nei prossimi giorni, probabilmente mercoledì, la Rai farà una trasmissione in diretta davanti al teatro Guglielmi con i cittadini: «Il tempo è denaro».

«Abbiamo detto – continuano gli attivisti – che tutto quel che chiediamo e' per evitare lo scenario che si sta delineando con tale legge regionale, ossia quello di un unico gestore unico privato a livello regionale quale ad esempio Publiacqua che quest’anno ha distribuito fra tutti i soci (anche privati) dividendi del 63% tradendo il referendum popolare».

Il giudizio insomma è senza appello e la sentenza è: «Si devono dimettere, sanno solo rispondere al partito e non ai cittadini. Chiediamo le dimissioni a nome dei 20.000 cittadini che hanno firmato al nostra petizione».

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