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Aperta a Licciana la porta del Parco degli antichi borghi
LICCIANA. L'inaugurazione della porta del Parco Nazionale Tosco Emiliano a Licciana è un atto significativo che permette di collegare il territorio lunigianese, e quello liccianese in particolare,...
LICCIANA. L'inaugurazione della porta del Parco Nazionale Tosco Emiliano a Licciana è un atto significativo che permette di collegare il territorio lunigianese, e quello liccianese in particolare, non solamente in un contesto geografico ben definito, ma anche in uno prettamente legato alla peculiarità storica e culturale del Comune.
Le porte, infatti, ognuna caratterizzata da un proprio nome ed una specifica peculiarità, altro non sono che il depositario di una tradizione locale e sono realizzate presso punti panoramici, dove sussistono bellezze ambientali, storiche o religiose. Così quella di Licciana porta con sé il nome "degli antichi borghi", divenendo il ricettacolo delle antiche vie e dei borghi del Parco.
Una soluzione molto importante che consente di mantenere viva quella tradizione, tutta tscana, del borgo inteso sia come luogo di interscambio culturale e commerciale, ma anche come realtà autonoma, a cui ci si legava intimamente, giungendo spesso ad essere in conflitto con le altre realtà territoriali che con esso confinavano.
La sede in cui è stata posta questa porta virtuale è un collegamento che venne costruito, dalla residenza principale alle Chiesa che sorge affianco, dalla Marchesa proprietaria del castello, per consentire un accesso diretto dall'ala nobile al luogo di culto, realizzato per agevolare i suoi spostamenti, molto limitati a causa della gotta. In totale su tutto il territorio dell'area Parco sono 16, la Lunigiana può vantarne sette sul suo territorio, ognuna con una specifica denominazione ed indirizzo. Presenti alla manifestazione anche i ragazzi della scuola media della Doganella di Marina di Carrara, presenti a molte manifestazione nella Valle della Luna grazie alla loro attività giornalistica in erba.
«Quello che si sta inaugurando è una grande opportunità di valorizzazione del territorio, dei suoi prodotti tipici e delle sue peculiarità architettoniche e storiche - spiega Enzo Manenti primo cittadino di Licciana - Il recupero di questo spazio del castello consentirà di captare tutte quelle che sono le potenzialità di questo territorio, ripercorrere la storia del comprensorio lunigianese, ma anche di tutto il Parco e si potrà sviluppare una sinergia con il Castello di Terrarossa, depositario di un Archivio Storico digitalizzato che consentirà di approfondire alcune tematiche, potendo consultare i libri attraverso strumenti multimediali».
Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale Tosco-Emiliano afferma come queste porte siano funzionali e vitali per tutta l'area . «Aver restituito una porzione del castello a questo scopo rilancia il territorio, donandogli un valore commerciale e turistico e tutto questo ha una grande valenza, soprattutto se questo viene messo in rete con i comprensori che fanno parte del Parco. Il territorio diviene così un insieme di valori e di conoscenze, con la Lunigiana che recupera quelle positività che emergono e che diventano visibili agli occhi di tutti, della comunità e dei turisti».
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