Il presidio
Addio a Emilia la sindaca della svolta
Fu la prima donna a governare la città dal 94 al 98 Si deve a lei il regolamento degli agri marmiferi
CARRARA. Fu il primo sindaco scelto direttamente dai cittadini, grazie all’introduzione di un sistema elettorale nuovo per l’epoca. A oggi resta la prima e unica donna ad aver tenuto in mano le redini dell’amministrazione carrarese. Ma questi sono solo due dei tanti primati che Emilia Fazzi Contigli ha conseguito nel corso del suo mandato alla guida della città. L’ex sindaca si è spenta ieri mattina all’età di 78 anni a seguito di una breve degenza all’Ospedale delle Apuane. La sua ultima apparizione pubblica risale a fine agosto quando, dopo essere stata scelta come “madrina” della manifestazione, ha partecipato alla serata di chiusura della rassegna Cinema Baluardo, organizzata da Assemblea Permamente. E proprio in occasione delle proiezioni del lunedì sulla scalinata del Baluardo, la Fazzi Contigli era apparsa in grande spolvero: «Per chi amministra il bene comune deve essere al primo posto» aveva tuonato a giugno in occasione della serata inaugurale, ringraziando gli ex presidianti di averla scelta come madrina, «nonostante quando governavo io la città loro probabilmente frequentavano appena l’asilo». La Fazzi Contigli aveva colto l’occasione per sottolineare la distanza dai suoi successori, ricordando che dopo il suo addio a Piazza Due Giugno, «nessuno mi ha mai più chiesto pareri su alcunché». E per quanto la politica abbia provato a relegarla in un angolo, lei è rimasta senza dubbio il sindaco “moderno” più amato dai cittadini, che hanno accolto la notizia della sua scomparsa con sorpresa e dolore. Dalla sistemazione della rete fognaria cittadina, alla compilazione del Regolamento Urbanistico, nei suoi quattro anni di governo, dal 1994 al 1998, questa ex insegnante ed ex dirigente scolastica conseguì una serie di obiettivi mai raggiunti prima. Uno su tutti, la stesura del primo storico regolamento degli agri marmiferi, il primo atto formale con cui l’amministrazione carrarese approvò l’introduzione di concessioni temporanee e onerose per le cave di marmo. Una svolta per la città e per l’intero settore lapideo tanto che, di quelle regole, si discute ancora oggi, in una fase particolarmente delicata per la disciplina del pianeta marmo. L’attesa sentenza della Corte Costituzionale sui Beni Estimati, l’iter di riforma del regolamento degli agri avviato dall’amministrazione Zubbani, i risvolti della legge regionale 35 e del Pit, il progetto speciale sulla sicurezza voluto dal governatore toscano Rossi : oggi, come sotto l’amministrazione Fazzi Contigli, il dibattito sui temi legati al mondo delle cave è quanto mai vivace e, questo è poco ma sicuro, la “sindaca” di Carrara continuerà a seguirlo, anche da lassù. «Con la sua scomparsa abbiamo perso un punto di riferimento, non solo mio ma di tutta la città. Non è un certo un caso che una grande giornalista come Milena Gabbanelli abbia riservato a Emilia Fazzi Contigli uno straordinario omaggio in chiusura del suo “Report” dedicato alle cave» sottolinea, in lacrime, Claudia Bienaimè, la consigliera di Carrara Bene Comune che più di chiunque altro è rimasta legata politicamente e non solo alla ex sindaca. «Fu la prima che riuscì a introdurre regole nuove e fondamentali per questa città: penso al Regolamento degli agri marmiferi ma non solo. Emilia Fazzi Contigli per quattro anni lavorò ininterrottamente al servizio dei cittadini, come un vero sindaco dovrebbe fare» insiste la Bienaimè, che la volle al suo fianco per la campagna elettorale del 2012 e che ricorda quanto l’ex sindaca sia sempre rimasta nel cuore dei carraresi, anche di quelli più giovani che non ebbero modo di conoscere direttamente la sua opera politica. «Sono addolorato e rattristato, non me lo aspettavo…penso alla sua famiglia e ai suoi figli» commenta a caldo Fabio Evangelisti, ex deputato dell’Italia dei Valori che proprio insieme a Emilia Fazzi Contigli partecipò alle politiche del 2006. «Ho tanti flash insieme a Emilia. Uno dei primi riguarda il suo entusiasmo per la svolta della Bolognina nel 1989: eravamo tutti nel Pci e lei fu tra coloro che abbracciarono con maggiore forza la scelta di Occhetto. Fu un segno enorme di cambiamento perché lei era un’intellettuale, un’insegnante e una preside molto amata. Era un punto di riferimento per i dirigenti più giovani del Partito…»ricorda Evangelisti.
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