Il Tirreno

Il nido si paga in base al reddito, il privato diventa concorrenziale

di Sara Lavorini
Il nido si paga in base al reddito, il privato diventa concorrenziale

La quota mensile aumenta con l’aumentare dell’Isee della famiglia. Invariato il costo del pranzo Ma per chi è nelle fasce più alte, le strutture private sono competitive, a volte più economiche

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MASSA. La campanella per gli studenti è ormai suonata da un mese. Ma non sono solo i ragazzi a tornare sui banchi, ma ad iniziare la loro prima esperienza nel percorso educativo, sono anche i più piccolini, da zero fino ai tre anni, che con l’inserimento all’asilo nido hanno affrontato il primo distacco da mamma e papà.

L’asilo nido, indispensabile per i genitori che lavorano, però rappresenta una spesa onerosa per le famiglie che devono sostenere ogni mese anche oltre 300 euro di retta. Quest’anno le tariffe per l’asilo nido pubblico a Massa, definite dal Comune in base al reddito, non sono molto agevoli, soprattutto per chi supera una certa fascia. In alcuni casi infatti, per esempio con un Isee compreso tra i 40.000 euro a 45.000 euro la retta può arrivare a costare, con i pasti compresi, oltre 296 euro al mese, ovvero 250 euro di retta a cui si aggiungono 2.33 a presenza. E così a salire fino ad un massimo, per Isee non presentato, di 351,6 euro al mese (incluso tariffa fissa e quota a presenza). In poche parole più l’Isee è alto, più paghi.

Il problema però, come hanno sollevato diversi genitori, sono le modalità di calcolo dell’Isee per cui anche famiglie con redditi medi si trovano a sostenere spese elevate per i servizi a domanda individuale tra cui, appunto, l’asilo nido. Tanto che il privato diventa concorrenziale e, in alcuni casi conveniente.

Il costo del nido pubblico varia, dicevamo, in base all’Isee: per le famiglie in situazione economica di disagio, segnalata dai servizi sociali, è prevista l’ esenzione. Per Isee tra lo zero e i 5.000 euro, la tariffa è 30 euro al mese e 2.33 a presenza; da 5.000 a 10.000 il costo sale a 60 euro (più quota a presenza). Da 10.000 a 15.000, il costo è 100 euro (e 2.33 a presenza). Per Isee compresi tra 15.000 euro e 20.000, la quota fissa è di 140 euro, diventa di 190 se la fascia di reddito è tra 20.000 e 25.000. Da 25.000 a 30.000, la famiglia spende 205 euro mese oltre alla quota a presenza. Da 30.000 a 35.000, il costo raggiunge i 220 euro, più i 2.33 a presenza (266 euro al mese). Da 35.000 a 40.000 euro, mamma e papà pagano 235 euro e 2.33 a presenza (281 euro al mese); da 40.000 a 45.000 di Ise 250 e 2.33 a presenza (296 euro al mese); da 45.000 a 50.000 il prezzo è 265 euro e 2.33 a presenza (311.6 euro al mese); per Isee pari o superiore a 50.000 la spesa è di 280 euro di quota fissa (326.6 euro al mese). Se l’Isee non è stato presentato, il costo mensile sale a 305 più 2.33 a presenza (351.6 euro al mese). Dati alla mano, spesso l’unica possibilità per risparmiare ogni mese sulla retta dell’asilo nido è rivolgersi al privato, dove la tariffa è unica per tutti, indipendentemente dalle fasce di reddito. Abbiamo così, per comparare i prezzi, provato a contattare alcuni asili nidi privati di Massa: Maria Consolatrice 185 euro più 4 a pasto (totale 265 al mese), S.Luigi 200 euro e 4.50 euro a pasto (290 euro al mese), Padre Giacinto Bianchi 200 euro e 4.50 a pasto (290 euro al mese), San Martino 190 euro senza pasto e con pasto 240 euro al mese. Per le famiglie quindi che superano, in base all’Isee una certa fascia, il privato è sicuramente la scelta più conveniente.

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