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Grendi chiede altro spazio in porto a Marina di Carrara
Il gruppo dei Musso vuole 20 anni di concessione alla Buscaiol. Alla società di Bogazzi imposto il termine di 14 mesi
CARRARA. Il gruppo Grendi chiede nuovi spazi in porto. Proprio in un momento delicatissimo per l’assetto futuro dello scalo di Marina di Carrara. E, soprattutto, proprio mentre la Porto di Carrara spa (per oltre trent’anni operatore unico dentro allo scalo) sta ancora attendendo - e fino a fine mese i giochi sono aperti - l’esito della richiesta di concessione per la banchina Taliercio.
E, da quanto trapela da ambienti portuali, da parte dell’Authority ci sarebbe stato un vero e proprio sgambetto alla società dell’armatore Enrico Bogazzi: perché per la Grendi i giochi, questa volta, sarebbero già fatti. E pure il via libera alla nuova concessione.
La nuova richiesta del gruppo Grendi. Ma procediamo con ordine. Giovedì scorso l’Autorità portuale ha pubblicato (senza che di ciò fosse fatta alcuna menzione nel corso dell'adunanza del Comitato Portuale, fa notare chi era presente alla riunione) anche la domanda di concessione suppletiva per 20 anni presentata dalla Grendi Trasporti Marittimi Spa in data 13/9/2016, per avere in concessione demaniale un'area e una pertinenza demaniale ubicati sulla banchina Buscaiol (sono i beni relativamente ai quali l'Authority aveva chiesto alla Porto di rinunciare mediante la stipula dell'accordo sostitutivo stipulato il 29 agosto scorso.
La polemica. Quello che dagli ambienti vicino alla Porto spa viene contestato è che l'Authority avrebbe adottato due pesi e due misure: alla Porto di Carrara, che lavora nel porto da 40 anni ed ha oggi conta più di 140 dipendenti si concede solo un pezzettino del porto e, per darle Taliercio, si chiede che la concessione abbia una durata al massimo di 14 mesi, mentre agli altri sembra posano essere estese le concessioni per altri 20 anni.
La guerra delle concessioni. La Porto presentò istanza di rilascio della concessione demaniale il 22/2/2016 e l'accordo sostitutivo è stato stipulato il 29/8/2016, cioè solo dopo più di sei mesi (tempo abbastanza lungo per un procedimento amministrativo) ed a seguito dell'intervento della Magistratura (26/8/2016) che aveva disposto il sequestro di alcune aree all’interno dello scalo.
Per Grendi i tempi sono stati molto più celeri: l'istanza e` del 30/11/2015 e l'accordo sostitutivo e` stato stipulato il 3/2/2016 (nonostante le feste natalizie).
L'istanza presentata dalla Porto ha a oggetto sia l'area di Levante (banchina Fiorillo e piazzale Città di Massa) sia la banchina Taliercio, nonchè le aree retrostanti, per un periodo di 20 anni: dopo aver dovuto negoziare le clausole con l'Autorità Portuale è stato concessa solo l'area di Levante. Alla Porto è stata negata la banchina Taliercio, dove può infatti lavorare solo in base all'autorizzazione di cui all'art. 16 della L. 84/94. Il 5 settembre scorso la Porto ha reiterato all'Authority l'istanza di concessione per la Taliercio.
L’intervento della Magistratura. La Magistratura il 7 settembre scorso, a seguito dell'istanza della Porto volta a ottenere la restituzione di tutti i mezzi sequestrati posti a Ponente (Taliercio) del porto (cioè sulle aree e sulle banchine per le quali l'Authority non ha rilasciato la concessione), ha concesso, in accoglimento dell'istanza, la facoltà di utilizzo dei beni fino al 31 dicembre e ha disposto che la Porto corrisponda l'importo di 65.000 euro all’Autorità portuale stessa. Il 12 settembre la somma è stata versata, cpn l’invito a definire la questione. Richiesta che viene sollecitata a più riprese dalla Porto. Il 29 settembre (prima che si tenesse il Comitato Portuale), la Porto ha presentato un'istanza per ottenere ai sensi dell'art. 18, c.7., della L. 84/94 (mediante specializzazione dei traffici) la concessione per 20 anni della banchina Taliercio. Il commissario Straordinario Messineo ha sollevato un'eccezione, chiedendo che la Porto formulasse una nuova istanza, con espressa indicazione del nuovo termine di durata fino al 31 dicembre 2017, cosa che è stata fatta con istanza presentata il 30 settembre scorso
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