Il Tirreno

Cumuli di rifiuti nel Lavello e strade allagate a Partaccia

Cumuli di rifiuti nel Lavello e strade allagate a Partaccia

Le fognature, in caso di pioggia, non raccolgono le acque. È successo anche ieri E c’è chi getta spazzatura nel fiume. Ivo Zaccagna: servono controlli capillari

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MASSA. Partaccia, Casone, Bondano, Ricortola. La loro richiesta di aiuto l’hanno lanciata più volte e più volte hanno chiarito che a fare la Cenerentola proprio non ci stanno. Non vogliono sentirsi zona di serie B, non vogliono chiedere e aspettare interventi per anni.

Vero che, dopo la tragica alluvione del 2012, lavori di messa in sicurezza sono stati fatti. Un esempio per tutti: i 5 ponti sul Ricortola. Altrettanto vero che molto è ancora da fare. A passarsela peggio di tutti è Partaccia: lì si concentrano le presenze estive, lì il turismo dovrebbe giocarsi le sue carte migliori, eppure da quelle parti i problemi non mancano. E se quest’estate la zona mercatino, con l’incuria, le fontane rotte e l’erba alta, ha offerto davvero un triste biglietto da vista, adesso non va certo meglio. Proprio nella strada che costeggia il mercatino, infatti, bastano due gocce d’acqua perché si formi uno stagno. L’acqua arriva e da lì non se ne va più. Così è stato anche ieri: i bidoni del sudicio lungo la via “galleggiavano” con l’immancabile cornice di sacchetti abbandonati che dondolavano come barchetta tra le onde.

«Lungo quella strada - spiega Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati - ci sono attività commerciali. In tempi duri in cui la crisi morde, garantire i servizi è fondamentale, invece, questi operatori si ritrovano con una rete fognaria che va in tilt per due gocce. È una cosa insostenibile, considerati anche i costi del servizio idrico».

E non è finita perché quella zona è anche alle prese con la sporcizia che se ne va a spasso lungo il Lavello: «L’estate scorsa il Consorzio di bonifica - Zaccagna fa il punto - ha collocato sul Lavello una sorta di tubi con lo scopo di trattenere la sporcizia ed evitare che confluisse in mare. E fortunatamente quel meccanismo è ancora pienamente in funzione perché se così non fosse, ci ritroveremmo le spiagge trasformate in ricettacolo di bottiglie e materiale di ogni genere».

Ivo Zaccagna ha alzato il telefono e chiesto aiuto al Consorzio: «Sono stati davvero molto gentili e mi hanno garantito massima disponibilità. Lunedì mattina saranno sulle rive del Lavello per rimuovere la sporcizia ed evitare che finisca in mare o comunque sulla spiaggia». La richiesta all’amministrazione è però quella di controlli capillari per capire chi utilizzi il fiume come una pattumiera: «È indispensabile, è l’unico modo - conclude Zaccagna - per salvaguardare l’ambiente». Senza dimenticare che quel materiale, che non si decompone, fa effetto tappo e mette a rischio il deflusso delle acque lungo il Lavello in caso di pioggia. (c.s.)

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