Italia
Un salvataggio da dieci milioni per la Gaspari
Il tribunale ha ammesso la società al concordato preventivo. Nuovi soci e maxi investimenti per preservare 37 posti di lavoro
CARRARA. Un’operazione da 10 milioni di euro. Nuovi soci e nuovi investitori per salvare la Gaspari Menotti spa, storica azienda delle macchine del marmo e, soprattutto, per preservare 37 posti di lavoro e un’attività che, è bene ricordarlo, con grandi sacrifici non è stata mai interrotta.
A guidare il salvataggio dell’azienda apuana una neonata società; la Bicigi srl composta da l’ingegner milanese Fabio Boccacci, delle Fonderie Boccacci di Milano; i fratelli Ciro e Elena Gaspari e l’imprenditrice Daniela Conti, titolare dell’hotel Excelsior.
Il percorso verso il salvataggio della Gaspari è già iniziato. Come? I fratelli Gaspari hanno investito 1 milione nella azienda di famiglia. Due milioni e mezzo ce li hanno messi Fabio Boccacci e Daniela Conti. L’operazione complessiva, che comprende anche l’acquisto di immobili, si aggirerà intorno ai 10 milioni di euro.
Il concordato preventivo. Ma cominciamo dal passaggio obbligato, quello in tribunale. Con decreto del 29 settembre è stata ammessa società Gaspari Menotti spa alla procedura di concordato preventivo.
Con il decreto il Tribunale ha nominato quali commissari giudiziali i dottori Fabio Bascherini ed Emanuele Giorgi. E ha convocato i creditori per il prossimo 23 febbraio, stabilendo che entro quindici giorni dovrà essere depositata la somma di centomila euro le spese della procedura e disposto la pubblicazione del decreto (ai sensi dell'art. 166 L.F).
La proposta è articolata nella forma del concordato misto che prevede numerose classi di creditori e la vendita dei beni di proprietà non funzionali (immobili) e dell'azienda in "continuità".
La nuova società. Nuovi soci e nuovi, grossi investimenti, per garantire la continuità al colosso delle macchine.
È quindi previsto l'intervento di un “assuntore” che in questo caso specifico è proprio la società Bicigi srl che, subordinatamente all'omologa ed in caso di assegnazione dell'azienda, garantirà il pagamento dei creditori chirografari (quelli cioè non privilegiati) nella misura del 5%.
Tutte le vendite- questo prevede l’operazione - compresa quella dell'azienda, dovranno comunque essere effettuate seguendo procedure competitive.
La crisi della Gaspari: le tappe. È esplosa nel febbraio scorso la crisi di una delle aziende leader delle macchine del marmo. Con una perdita di bilancio di oltre 11 milioni di euro, su un valore della produzione di 25 milioni e 900mila euro e un indebitamento di 43 milioni, il colosso Gaspari Menotti si era quindi avviato verso il concordato fallimentare. A rischio - allora- c’erano settantadue posti di lavoro divisi equamente fra amministrativi e operai.
Una situazione difficile e un percorso che sembrava già segnato per l’azienda Gaspari . Alcuni mesi fa i manager di una società specializzata milanese, dei “tagliatori di teste” si erano sobbarcati l’impresa di fare “ricamminare” l’azienda attraverso una ristrutturazione. Ma l’impresa non ha funzionato e così l’azienda era tornata d essere gestita dai vertici di sempre.
Era quindi tramontata la strada della ristrutturazione aziendale e si è arrivati alla presentazione della richiesta di concordato fallimentare da parte della Gaspari Menotti.
A fine settembre il tribunale di Massa ha accolto la richiesta e si è già avviato il percorso che porterà all’assemblea del 27 febbraio, quella in cui saranno convocati i creditori.
Nel frattempo è partita la maxi operazione destinata, grazie a nuove risorse e nuovi soci, alla delicata operazione di salvataggio dell’azienda e dei trentasette dipendenti che ancora vi lavorano.
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