Il presidio
Fonteviva ora sceglie il pontile di Massa
Dietrofront dopo le polemiche per la pubblicità con Ponte Vecchio. Il sindaco: l’idea non era sbagliata
MASSA. Nessuna campagna pubblicitaria, nessun finanziamento speso per "proiettare" la famosa bottiglia verde della Fonteviva su Ponte Vecchio a Firenze e nessuna volontà di snaturare le origini dell'acqua delle apuane. «Era solo un'operazione di marketing sui social- si difende il presidente di Evam spa Stefano Pileri- nata dall'esigenza di sfondare i confini provinciali della Fonteviva, visto che la Toscana ci ha gratificati con il marchio Tuscany Taste, eleggendoci la seconda acqua della Regione, dopo l'acqua Panna».
Un passo indietro: la bottiglia Fonteviva finisce stagliata sullo sfondo di ponte Vecchio a Firenze per poche ore, fino a quando l'azienda non si accorge che si stavano sollevando troppe polemiche e decide di cambiare la foto, sostituendo lo scorcio fiorentino con uno tipico apuano: il pontile di Marina di Massa. Poche ore necessarie però a sollevare l'indignazione dei cittadini massesi che, va detto, non si erano mai scoperti così affezionati alla loro acqua, fino a quando non l'hanno vista sul ponte Vecchio. Fonteviva, infatti, è più venduta all'estero che non in provincia e a nulla, negli anni, sono servite le battaglie per farla diventare l'acqua dei ristoranti massesi, l'acqua dei cittadini massesi, l'acqua più amata del territorio. Per risparmiare pochi centesimi, conferma anche Evam, in troppi hanno sempre preferito comprare altre acque. Eppure, non appena la città è stata oggetto del piccolo sopruso territoriale, sono partite le crociate. «Il nostro logo- continua Pileri- deve poter essere riconosciuto in tutta la Toscana e il brand Toscana ci serve. Fonteviva non si vende a Firenze è vero- continua- ma se un giorno riuscissi a portarcela ne sarei orgoglioso. Non volevamo urtare la sensibilità dei massesi. Scriviamo tre post alla settimana sulla nostra pagina ufficiale di Facebook, che è seguita da 5000 followers. Forse quest'ultimo intervento non è stato capito». A gettare acqua sul fuoco anche il sindaco Alessandro Volpi: «L'idea non è sbagliata- dichiara- abbiamo bisogno di sconfinare e di farci conoscere. Siamo massesi, ma siamo anche toscani. Forse l'iniziativa andava presentata diversamente, con un po' più di accortezza. Ma dobbiamo trovare più mercati per la nostra acqua che è una delle più buone della Toscana».
Manuela D'Angelo
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