Il presidio
Venti rifugiati accolti a Massa e Carrara
Per loro, tutti profughi con protezione internazionale, sono previsti progetti di formazione e inserimento lavorativo
MASSA. Massa e Carrara diventano centri Sprar, acronimo che sta per Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, in pratica una rete di centri di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.
La firma del protocollo tra i comuni di Massa e di Carrara, con il Ministero degli Interni, è avvenuta ieri mattina nella sala giunta del comune di Massa, alla presenza dell’assessore alle politiche sociali Alessandro Balloni, il vicesindaco carrarese Fiorella Fambrini e anche dei primi quindici migranti che rientreranno nel progetto. In totale ne verranno ospitati venti, divisi in quattro palazzine, due nel comune di Massa, due in quello di Carrara. Sono tutti maschi adulti, tra i venti e i cinquanta anni, provenienti per lo più dalla Libia.
Quando si parla di Sprar non si fa riferimento ad una assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano, ma all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Lo Sprar è stato istituito ai sensi dell’articolo 32 l. n. 189/2002, in seguito ad un protocollo d’intesa del 2001 stipulato dal Ministero dell’Interno, dall’Anci e dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR), che hanno cercato di razionalizzare i programmi di accoglienza in precedenza gestiti a livello locale. I soldi necessari per il progetto arrivano dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) anche se nel corso del tempo ha potuto contare su diverse fonti di finanziamento straordinarie.
A Massa e Carrara il progetto prevede l’accoglienza di singoli migranti e lo svolgimento di una serie di attività per favorire la loro integrazione sul territorio, perché l’obiettivo è la conquista dell’autonomia individuale. I servizi offerti saranno: l’assistenza sanitaria, l’assistenza sociale, attività multiculturali, inserimento scolastico dei minori, mediazione linguistica e interculturale, orientamento e informazione legale, servizi per l’inserimento lavorativo. Dunque, anche i comuni dell’area di costa, Massa e Carrara, dopo la Lunigiana, si sono aggiudicati, a seguito di un bando nazionale, uno Sprar, di cui Massa è capofila e Carrara soggetto partner. Il partner tecnico è Atci Toscana.
Allessandro Balloni e Fiorella Fambrini hanno commentato così la firma del protocollo: «Lo Sprar, contraddistinto non da mero assistenzialismo bensì da definite e garantite azioni guidate formative, rappresenta una opportunità non solo per la garanzia dei diritti dei rifugiati e richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e umanitaria, bensì anche per il Territorio che li ospita, che fruisce dei servizi dagli stessi forniti, governando il fenomeno dell'accoglienza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
