Il presidio
Sfuma la terza truffa dell’avvocato
Una donna a Massa, dopo aver letto i giornali, non è caduta nel tranello e ha buttato giù
MASSA. Stavolta il trucchetto del falso avvocato non è riuscito. La donna dopo aver sentito la solfa raccontata al telefono, del figlio rimasto coinvolto in un incidente, ha detto che non gli interessava e ha buttato giù. Aveva letto i giornali e quindi era pronta a ribattere al malvivente, come ha raccontato alla nostra redazione. Ma la tentata truffa fa capire come la banda sia ancora nei paraggi, dopo aver raggirato due ottantenni nei giorni scorsi. La prima a Marina di Massa, l’altra ad Avenza. Due colpi da tremila euro l’uno. Ma come funziona il tranello? Basta una semplice telefonata per far battere all'impazzata il cuore di chi è all’altro capo della cornetta e creare panico. Un sedicente avvocato che riferisce di essere l'assistito di un figlio, di un nipote, e che chiede ai familiari una somma in denaro, per liberare il suo assistito da un arresto da parte delle forze dell'ordine. La maggior parte delle vittime scelte per questo tipo di truffa sono persone anziane e soprattutto sole, persone che hanno come unico riferimento uno o due familiari, e che non esitano a correre in aiuto di quei pochi e soli parenti prossimi in difficoltà. Una volta che la vittima percepisce il pericolo messo in atto dal finto avvocato, per la maggior parte dei casi, non solo riferisce la quantità di denaro disponibile in casa, ma la mette subito a disposizione al fine di liberare dall'arresto il parente, ed è così che il malvivente dopo poco tempo, si presenta sotto casa della vittima e preleva i soldi scomparendo nel nulla.
Se si tengono gli occhi aperti come l’ultima signora però si può evitare il raggiro.
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