Il Tirreno

Ma la Fonteviva è diventata fiorentina?

Ma la Fonteviva è diventata fiorentina?

Ponte Vecchio per pubblicizzare l’acqua delle Apuane. Sui social la polemica impazza: «Pessima idea»

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MASSA. C’è una luce gialla, calda e dal sapore antico. Sullo sfondo, ben identificabile, Ponte Vecchio. In evidenza una verdissima bottiglia di acqua Fonteviva, l’acqua di casa nostra, quella che nasce dalle Apuane e ai piedi delle Apuane è imbottigliata. A far da corredo, una scritta: Acqua toscana, gusto tipicamente italiano.

È una pubblicità, la pubblicità con cui Evam, l’ente di valorizzazione delle acque minerali, presenta la Fonteviva. Ora, passi il marketing, ma quell’associazione tra l’acqua di casa nostra e Firenze, che in quanto a qualità delle acque non è proprio un’eccellenza, ai massesi non va giù. E se è vero che la Toscana è un brand, è altrettanto vero che se esiste un’occasione di farci conoscere e di far conoscere le nostre risorse, quell’occasione dobbiamo sfruttarla.

Ne è convinto Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati di Casone, Bondano e Partaccia, uno dei primi a “scovare” la pubblicità dal sapore toscano: «Il nostro territorio è splendido, rivendichiamo un sano orgoglio, se esiste un’opportunità per far parlare bene di noi fuori dai confini provinciali, cogliamola. Dietro la bottiglia, mi sarei aspettato le meravigliose Apuane». E, come Ivo Zaccagna, se le aspettavano parecchi massesi che le loro perplessità le hanno consegnate sui social.

Vero che sulla pagina Facebook di Fonteviva c’è anche una seconda pubblicità in cui la fatidica bottiglia si staglia sul litorale massese, altrettanto vero - aggiunge Zaccagna - che quella foto è comparsa dopo la prima, con tanto di Ponte Vecchio sullo sfondo. Niente campanilismo - assicurano i massesi- ma il rammarico di constatare che una delle nostre risorse, l’acque, non diventi volano e strumento di promozione di un intero territorio. (c.s.)

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