Il Tirreno

Crepe e degrado, la buona scuola cade a pezzi

di Libero Red Dolce
Crepe e degrado, la buona scuola cade a pezzi

Studenti sotto il municipio di Massa con le foto che raccontano il cattivo stato degli istituti in provincia

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. “La buona scuola cade a pezzi”, anche in provincia di Massa Carrara. I ragazzi del “Collettivo studenti in lotta” si sono stufati, hanno puntato le fotocamere dei loro smartphone sui muri crepati e i rattoppi alla bella e meglio fatti sulle finestre rotte, e li hanno messi in mostra sotto il comune di Massa. Unendo il titolo della riforma scolastica del governo ai pezzi cadenti dei loro istituti, per sottolineare in maniera polemica i disagi che stanno vivendo in questo inizio anno scolastico studenti e insegnanti costretti a vivere in aule improvvisate e fatiscenti. E senza volerci fare l’abitudine.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14211061:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14211061:1652291582/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

C’è l’aula del Pascoli larga quanto due finestre, o sarebbe meglio dire stretta. Mostrano la foto per far capire quanto pressati sono i dieci studenti più insegnante che ci ogni giorno la vivono. «L’immagine non rende – insistono – si sta come sardine lì dentro».

I muri crepati sono la costante, il soggetto che ritorna più volte. Ci si immagina lo studente annoiato con il gomito puntato sul banco e la testa sul palmo della mano che sogna di entrare in una dimensione parallela attraverso quello sbrego nel muro. Che sia un modo di stimolare la fantasia degli scolari?

«All’artistico di Carrara – racconta Nicola Baldi –le aule agibili sono poche e gli studenti sono costretti a girare di aula in aula. Allo scientifico, che va in palestra allo Csi, di proprietà della chiesa, hanno triplicato i costi di affetto della struttura e ora ne stanno costruendo una nuova. Ma là non vanno più, troppa strada per andare e tornare».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14211062:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14211062:1652291582/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ma la galleria dello sfascio si rincorre da un istituto all’altro, impietosa. E chi li voleva disciplinati in classe a sentire le lezioni, dovrà guardare riquadro dopo riquadro il lento e costante deperimento delle aule in provincia, che aspettano da anni finanziamenti per sostenere il peso degli anni.

In alcune istantanee poi le situazioni fotografate rasentano l’incredibile, con soluzioni di comodo e rappezzate che ricordano il bricolage fai da te della vita universitaria più scalcinata e disordinata. Pensare che in un’aula senza un vetro si è deciso di contenere le incursioni degli agenti atmosferici con un curioso rimedio: assi di legno e un cartone a coprire il tutto. A prova d’inverno.Dove ci sono cedimenti, calcinacci o intonaco che si stacca a pezzi, stanco probabilmente di ascoltare le stesse lezioni da anni, si è intervenuto con delle reti appese al tetto per bloccare la caduta gravi. In attesa di fondi più corposi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.14211063:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14211063:1652291582/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Nel mio istituto, il classico di Massa – racconta Matteo Bigliardi – durante la ricreazione dobbiamo rimanere tutti sul nostro piano». Una misura per evitare la socializzazione sfrenata? Affatto. «Ci hanno detto che c’è il rischio di cedimenti strutturali e perciò non ci fanno passare. Le situazioni sono parecchie in tutte le scuole, abbiamo raccolto diverse segnalazioni e ci chiediamo come questo governo possa fare una riforma della scuola, peraltro pessima, e poi non dare un soldo per rimettere a posto gli edifici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera