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Manda il “sosia” al test per la patente, ma lo scoprono

Manda il “sosia” al test per la patente, ma lo scoprono

Manda un ragazzo che gli somiglia al test scritto per conseguire la patente di guida, ma viene scoperto dalla polizia stradale e denunciato. E nei guai finisce anche il complice

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MASSA. Manda un sosia al test scritto per conseguire la patente di guida, ma viene scoperto dalla polizia stradale e denunciato. E nei guai finisce anche il complice, cioè il “sosia” che si era presentato per il test al posto del vero candidato.

È successo ieri mattina in città, durante una sessione di esame per ottenere la patente B, che si stava svolgendo in città. A scoprire l’inghippo sono stati i poliziotti del comando della Stradale di Massa. I servizi della polizia sul corretto svolgimento degli esami per la patente di guida non sono infrequenti. E succede, a volte, che gli agenti scoprano qualche “furbetto” che prova a imbrogliare ricorrendo a trucchi tecnologici. Cellulari nascosti o auricolari collegati all'esterno per farsi suggerire le risposte del test da un amico. Altre volte, scoprono vecchi metodi dei tempi della scuola di una volta, come il classico “pizzino” o rotolino di carta con le risposte giuste. Stavolta, però, si è andati oltre gli “aiutini” (peraltro fuorilegge). Per arrivare a un vero e proprio scambio di persona. Un sosia, insomma, che facesse il test al posto suo. Anche se, in questo caso, la somiglianza si è rivelata soltanto superficiale, cioè basata sul colore della pelle e su poco altro.

Mescolati in borghese tra gli altri aspiranti guidatori che vogliono conseguire la patente, gli investigatori si sono insospettiti quando hanno notato quel giovane straniero di colore, i cui lineamenti poco somigliavano alla foto del documento di identità che l’uomo aveva esibito al momento dell’iscrizione all’esame (e che i poliziotti avevano controllato). Si trattava di un cittadino del Ghana, di 36 anni, residente a Reggio Emilia. Mentre il candidato diciamo così “ufficiale” risultava essere un cittadino del Togo, residente nella provincia di Modena. Il quale, evidentemente, sperava di ottenere la patente comodamente, senza muoversi da casa. Entrambi sono stati denunciati per sostituzione di persona, false generalità e truffa ai danni dello Stato.

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