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Il comitato No Gaia porta la sua protesta in consiglio regionale
MASSA. Hanno sempre chiarito che la loro non era una vocazione localistica e che i confini massesi avrebbero voluto valicarli. Lo hanno fatto estendendo il fronte dei No Gaia alla Lunigiana e...
MASSA. Hanno sempre chiarito che la loro non era una vocazione localistica e che i confini massesi avrebbero voluto valicarli. Lo hanno fatto estendendo il fronte dei No Gaia alla Lunigiana e alla Versilia e ieri il salto “di qualità”: la protesta sbarca a Firenze. Una delegazione del comitato “Acqua alla gola” è stata in audizione alla quarta commissione del consiglio regionale. Commissione che, presieduta da Stefano Baccelli, tra le sue competenze, ha anche la tutela, la disciplina e l’utilizzazione delle acque.
Per il comitato l’opportunità di portare in Regione il tema della gestione della rete idrica e della depurazione è stata colta nel modo migliore: «Credo di poter dire - è il commento a caldo di Galeano Fruzzetti, uno dei promotori del comitato - che siamo stati all’altezza del compito che ci siamo presi. Il dibattito è stato vero, concreto, compreso quello dei gruppi consigliari. Ogni gruppo - prosegue Fruzzetti - ha espresso con chiarezza la propria posizione ed è doveroso ricordare che il 5 stelle e Toscana a Sinistra sono molto vicino alle nostre idee, ma ciò che ha colpito è stata l’opinione negativa di tutti i gruppi verso Gaia». A rassicurare il comitato le parole del presidente di commissione: «Ha espressamente detto no ai distacco dei contatori e condiviso la necessità di un flusso minimo garantito per tutti. Un segnale importante di apertura verso gli utenti. Adesso vediamo se la dirigenza Gaia e l’amministrazione rimarranno ancora sorde».
Al comitato, la commissione ha inoltre chiesto di stendere un documento che contenga tutte le notazioni su Gaia e sui meccanismi di fatturazione. Quel documento - è la speranza di Acqua alla gola - sarà oggetto di discussione e confronto in consiglio regionale.
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