Il presidio
Un anestesista in meno in sala operatoria Il sindaco Grassi protesta
FIVIZZANO. Il sindaco Paolo Grassi non ci sta ad una ennesima riduzione di servizi all’ospedale cittadino e così annuncia una ferma presa di posizione per contrastare tale andamento. «Sono venuto a...
FIVIZZANO. Il sindaco Paolo Grassi non ci sta ad una ennesima riduzione di servizi all’ospedale cittadino e così annuncia una ferma presa di posizione per contrastare tale andamento. «Sono venuto a conoscenza- scrive il sindaco - che da ieri il servizio di anestesia della sala operatoria dello stabilimento ospedaliero di Fivizzano verrà coperto con un solo professionista alla mattina».
Il primo cittadino spiega che a lui invece era stato garantito che « da settembre, dopo la pausa estiva per permettere le ferie al personale, il servizio sarebbe ripreso con due anestesisti la mattina per permettere una maggiore attività e tranquillità, tenendo anche presente che gli anestesisti devono garantire le urgenze sia all'interno dei reparti che al pronto soccorso». Tornando invece alla sola unità «questa organizzazione mi risulta ponga dei limiti in quanto i medici anestesisti non intendono operare da soli nel fare anestesie generali e questo pregiudica interventi anche banali rientranti nella Week surgery, determinando ovviamente un calo di attività chirurgica sullo stabilimento di Fivizzano».
E qui la presa di posizione del sindaco, «se si pensa di togliere, con continue riduzioni di personale medico in settori strategici l'attività ospedaliera, soprattutto nell'area chirurgica, contrariamente a quanto recitavano i patti territoriali approvati dai sindaci e dalla Regione nel gennaio 2014, mi auguro che l'assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi e il consigliere regionale Giacomo Bugliani sappiano dare le risposte che ci attendiamo». E qui l’annuncio: «Diversamente, sarò promotore di forme di protesta eclatanti coinvolgendo tutte le forze politiche e sociali del territorio che non intendono assistere inermi a questo continuo e sottile logorio dei stabilimenti ospedalieri della Lunigiana».
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