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«I cattivi non sono quelli delle tue favole»
CARRARA. Ha voluto salutare l’amico Giuseppe, con parole semplici, lette dall’altare. Le ha volute leggere per non perdere il filo. Per non farsi vincere dalla commozione. È una cara amica di...
CARRARA. Ha voluto salutare l’amico Giuseppe, con parole semplici, lette dall’altare. Le ha volute leggere per non perdere il filo. Per non farsi vincere dalla commozione.
È una cara amica di Giuseppe Pensierini quella che ha voluto dargli l’addio, davanti alla chiesa gremita. È arrivata al microfono in punta di piedi. Il suo sguardo rivolto ai parenti dell’imprenditore stretti in un abbraccio, seduti in prima fila.
«Giuseppe tu il cuore di bambino che canti nella tua canzone ce lo avevi per davvero - sono queste le parole toccanti pronunciate dall’amica -Non c’è una volta che mi ricordo di te senza il sorriso. Non c’è un’occasione in cui non avresti rinunciato a un pasto per offrirlo a chi ne aveva bisogno. Questo eri tu, ed è stato davvero bello averti conosciuto».
È stato un discorso semplice, ma rotto più volte dall’emozione che, quelle parole scritte nel foglio bianco, non sono servite a tenere lontana.
«Voglio ricordarti per l’amore che avevi per la tua splendida famiglia, per i tuoi figli e i tuoi nipoti, per il rispetto per gli amici, per la disponibilità che avevi sempre, con tutti - ha continuato l’amica - E, soprattutto, mi piace pensarti con il sorriso, con quel volto sereno che avevi sempre quando raccontavi le tue storie fantastiche. Quelle storie che avevano sempre un lieto fine, quelle dove i cattivi alla fine si ravvedevano, e diventavano buoni. Questa volta Giuseppe la favola è finita male».
Un addio straziante e semplice. E poi l’abbraccio con i parenti di Giuseppe, con la sua bella famiglia, davanti alla bara coperta di fiori bianchi. Davanti alla foto di Giuseppe, col vestito buono. E che sorride.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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