Il presidio
Ci sono i soldi, partono le bonifiche alle ex colonie
Interventi nella zona industriale e via il mercurio in zona. Tinelli Berti: «Risultato storico per l’ambiente e l’economia di Massa»
MASSA. Andare oltre al passato, cominciare a ripulire un’area che da diciassette anni ormai è rimasta a margine ed è divenuta sostanzialmente esclusa da qualsiasi progetto cittadino. Finora sono state intenzioni e progetti, ora ci sono soldi, 3 milioni di euro divisi tra Regione e Governo, e tempi di realizzazione. Tutto pronto in 22 mesi, con i cantieri che partirebbero già alla fine di quest’anno.
Bonificare falda e terreni, aggiornare la caratterizzazione e rimuovere le terre inquinate. Questi gli obiettivi principali dell’accordo di programma integrativo per gli interventi nelle aree Sin e Sir di Massa-Carrara. Gli interventi previsti sono divisi in quattro parti, dalla A alla D, e indicano minuziosamente il piano di intervento e le spese previste.
La parte A riguarda l’aggiornamento e l’integrazione della falda soggiacente alle aree Sin e Sir di Massa, per individuare le sorgenti possibili di contaminazione e quelle ancora adesso attive. Si comincia con 320mila euro messi a disposizione per questa prima fase di caratterizzazione della falda. Bisogna capire bene le tipicità della zona, individuare la sorgente del contagio per non sprecare risorse. Lavorare come dei seguci per risalire il percorso delle sostanze contaminanti fino all’origine. Una fase esplorativa e conoscitiva fondamentale per capire come lavorare in seguito.
Bisogna infatti essere consapevoli, come spiega l’accordo, che «la falda soggiacente alle aree Sin e Sir di Massa deve essere considerata come un corpo unitario che si estende senza interruzioni di sosta». Un sistema complesso che comunica al suo interno. Intervenire sulle singole sorgenti di contaminazione servirà anche, si legge nell’accordo, «a supportare l’istruttoria volta alla conclusione del procedimento per l’individuazione dei soggetti responsabili della contaminazione».
L’intervento più significativo, e dispendioso, è però quello della fase D con l’intervento di bonifica nell’area residenziale Stadio-Tinelli, quello del Terrapieno Ex Colonia Torino e degli interventi di caratterizzazione in due aree. Quasi due milioni e mezzo di euro previsti.
«Siamo molto soddisfatti di questo accordo che fa ripartire delle aree industriali e residenziali – commenta il vicesindaco Uilian Berti, che la scorsa settimana è andato a Firenze per seguire da vicino l’iter dell’accordo – ferme da quasi vent’anni. È un risultato sia per l’ambiente che per l’economia del territorio, che sono due temi che si toccano.Mi complimento con i tecnici del Comune. Da quando nel 1999 con un decreto ministeriale veniva individuato il Sito di interesse nazionale di Massa-Carrara, un’area di oltre 35 milioni di metri quadrati di terreno, riconosciuta come inquinata, tutto era rimasto bloccato. La prima parte liberata dai vincoli è stata quella di Marina di Massa, fino alla sponda destra del Frigido. Poi, prima dell'estate, tutta la parte che più o meno va dal Noa fino al Lavello e dal mare fino a via Massa Avenza. La falda presenta ancora delle piccole parti inquinate, quindi è stata restituita con delle prescrizioni in particolare in fase di cantiere, per evitare contatto con la falda».
In pratica chiunque volesse intervenire in quelle aree era bloccato dai vincoli presenti.
Ad esempio l’area residenziale del “Terrapieno ex Colonia Torino”. Tra anni sessanta e settanta nella spiaggia libera sono stati gettati inerti della lavorazione edilizia, mattoni e residui della lavorazione del marmo. Una vera e propria discarica a cielo aperto sul mare. I rifiuti sono stati coperti dalla sabbia, ma vige un divieto di balneazione. L’erosione costiera ha cominciato negli anni a scoprire ciò che era stato infilato sotto il tappeto naturale della sabbia: spezzoni di lastre di eternit, cemento armato, pezzi di tubazioni di plastica.
Ora l’intera area verrà bonificata, con una verifica anche nei fondali antistanti la spiaggia e di quanto potrebbe rendere rischiosala balneazione. E finalmente si potrà intervenire per stabilizzare l’arenile per provare a fronteggiare l’erosione in maniera concreta e non improvvisata.
C’è poi la falda nell’area dello Stadio Tinelli, dove alcune indagini del 2006 misero in evidenza la presenza di mercurio. Immediato il divieto di «coltivare e consumare prodotti destinati all’alimentazione». Fu esclusa la contaminazione industriale, molto probabilmente si trattò dell’utilizzo di fungicida da parte dei coltivatori, proibiti solo nel 1972.
Qui verranno prima rimossi tutti gli alberi ad alto fusto (principalmente viti e ulivi), per poi passare alla fase di scavo per rimuovere la terra contaminata. Si tratta perlopiù della parte più superficiale del terreno anche se la contaminazione arriva, in maniera meno drammatica, più in profondità. Successivamente verrà riempita con la stessa quantità di terreno, la semina e il ripristino delle colture presenti prima dell’intervento.
"Questo accordo avrà importanti riflessi dal punto di vista urbanistico ed economico – ragiona Berti –, restituendo l'area ai suoi veri usi. Nell'area industriale finalmente diventa possibile impiantare un'azienda, creare lavoro e occupazione. Lo sblocco dell’uso residenziale a Marina lo ha dimostrato: si riparte quando il territorio è in salute e privo di vincoli».
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