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«L’età non conta ho appena assunto una sarta di 70 anni»
Parla il direttore di produzione di Sarzana srl (ex Clad) Da Napoli alla D’Avenza, poi la nuova esperienza sartoriale
CARRARA. Graziano Innocenzo Saccone, ex direttore di produzione della D’Avenza propone la sua ricetta per far decollare il settore dell’alta sartoria a Massa-Carrara: «Si deve puntare sull’hand made e sulla cura del dettaglio».
Lui in mezzo ad aghi e fili c’è nato, nella sartoria di famiglia a Napoli. Suo padre e suo fratello lavorano ancora là. Lui invece dopo aver accumulato esperienza nei prestigiosi atelier di Cesare Attolini e Sartoria Partenopea è migrato al nord, arrivando a lavorare per veri e propri colossi del settore come Ermenegildo Zegna. Poi si è trasferito a Carrara per dirigere la produzione della D’Avenza. Graziano Innocenzo Saccone è uno dei massimi esperti nella confezione di abiti sartoriali del nostro territorio.
Quando è arrivato qui, nel 2012, gli è stato affidato il non semplice compito di trasformare la produzione della D’Avenza, da quella di una sartoria di eccellenza ma di vecchio stampo in una realtà più moderna e produttiva.
«Tra il 2014 e il 2016 abbiamo assunto una trentina di persone, dopo un lungo percorso di selezione che ho seguito personalmente» racconta Saccone. Colloqui con gli aspiranti sarti e prove pratiche per dimostrare ago e filo alla mano le proprie capacità. E questo perché, spiega il direttore di produzione, i processi di modernizzazione della produzione non devono sacrificare ma al contrario valorizzare tutto quello che è fatto a mano.
«Bisogna investire su risorse e know how, voi qui avete un patrimonio inestimabile che sono le competenze dei “vecchi” dipendenti di D’Avenza» spiega.
Lui ora è alla guida della produzione di Sarzana srl ex Clad, che fa capo a Larusmiani Milano uno dei big del quadrilatero della moda del capoluogo lombardo.
La ditta è nata proprio da una costola della D'Avenza e quasi a dimostrare che le parole di apprezzamento spese per quella realtà non sono solo di circostanza, rivela: «Abbiamo appena assunto una sarta di 70 anni. È stata l’unica a dimostrarci di saper confezionare a mano un collo…e guarda caso lavorava proprio alla D’Avenza». Manualità, attenzione al dettaglio e tradizione: è questa secondo Saccone la ricetta giusta per far decollare il settore della sartoria nel nostro territorio, per trasformarlo in una realtà capace di affermarsi sul mercato e creare posti di lavoro.
«I grandi nomi da soli non bastano, bisogna valorizzare le competenze e qui ci sono» insiste Saccone, mentre mostra i suoi capi, con le ribattiture, le asole e i bottoni cuciti a mano, e l’intelaiatura della giacca curata nei minimi dettagli.
«Io gli adesivi per la struttura del capospalla non li voglio nemmeno vedere» ammette con una punta di disprezzo il sarto napoletano che poi, aprendo un lembo della giacca che indossa, mostra lo storico marchio D’Avenza.
Perché lui, in quella fabbrica, ci ha lasciato come dicono dalle sue parti un “piezz o’ core”.
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