Il Tirreno

Una cooperativa per difendere il “made in Carrara”

di Cinzia Chiappini
Una cooperativa per difendere il “made in Carrara”

Agli studi Nicoli il progetto per proteggere la tradizione Scultori e “saper fare” per la sfida alla globalizzazione

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CARRARA. Gli scultori dei prestigiosi studi Nicoli riuniti in cooperativa per proteggere una tradizione lunga 200 anni dalle minacce della globalizzazione. È il progetto di cui stanno discutendo lavoratori, sindacati e l’imprenditrice Francesca Alix Nicoli. Tutelare il capitale storico e artistico di un laboratorio fondato 200 anni fa e che nel corso dei secoli ha realizzato opere d’arte di altissimo livello, esposte nelle sedi più prestigiose del mondo, e – allo stesso tempo – proteggere un gruppo di lavoro altamente specializzato, che ha appreso i segreti del mestiere dai vecchi scultori e li ha fatti propri dopo anni di fatica e sacrificio.

La salvaguardia di questo duplice patrimonio prettamente “Made in Carrara” è l’obiettivo principale del progetto a cui stanno lavorando fianco a fianco Francesca Alix Nicoli, imprenditrice alla guida dei celebri laboratori di piazza XXVII aprile e la Fillea Cgil del segretario Roberto Venturini. L’iniziativa è ancora in una fase embrionale, esperti e legali sono al lavoro per definire i dettagli ma l’idea è quella di fondare una cooperativa che riunisca gli scultori attualmente in forza agli Studi, creando poi un rapporto di collaborazione diretta con la società “Laboratori Artistici Nicoli”, guidata dall’imprenditrice Francesca Nicoli. Un percorso di riorganizzazione e rinnovamento per consentire agli studi di sostenere al meglio le tante sfide della globalizzazione, a partire dalla concorrenza sleale di chi commercia prodotti realizzati in serie “spacciandoli” per artigianali o chi vive sfruttando e sottopagando i propri dipendenti. «Stiamo pensando a questo cambio di passo che da un lato tuteli il brand Nicoli e dall’altro permetta alle nostre maestranze di crescere e salvaguardare la propria professionalità» ha spiegato Francesca Nicoli, parlando dichiaratamente di un «progetto dalla strategia lungimirante per difendere il Made in Carrara». Su questo punto l’imprenditrice ha il cosiddetto “dente avvelenato”: «Serve una battaglia culturale e di civiltà per difendere e valorizzare le lavorazioni a mano fatte sul nostro territorio. In questo le istituzioni devono essere più incisive» dice ammonendo che, senza questa collaborazione, «l’artigianato artistico rischia di fare “la fine” delle segherie, che non hanno retto la concorrenza dei paesi emergenti». Certo “copiare” macchinari e tecnologie è sicuramente più semplice che formare maestranze dotate di manualità e know-how anche solo vagamente paragonabili a quelle di chi – come gli scultori cresciuti da Nicoli – ha imparato il mestiere dai vecchi, dopo anni di lavoro e fatica. «Anche questo è un patrimonio da salvaguardare: stiamo parlando di operai altamente specializzati che pur essendo giovani hanno decenni di esperienza durante i quali hanno acquisito una manualità straordinaria» ha spiegato Roberto Venturini, segretario Fillea Cgil, raccontando che la sua categoria, ha deciso insieme ai lavoratori «di accettare questa sfida, per portare avanti un mestiere e una cultura a cui la nostra città e il nostro paese non possono rinunciare». La nascita della cooperativa permetterebbe dunque agli scultori di “mettersi in proprio”, pur mantenendo un rapporto privilegiato con gli Studi Nicoli che, a loro volta, verrebbero “alleggeriti” degli oneri per i dipendenti diretti. Ma la Nicoli: «I nostri Studi non sono in crisi anzi proprio negli ultimi anni hanno realizzato progetti di livello assoluto, toccando vette mai raggiunte, vedi la scultura di Michelangelo Pistoletto installata presso la sede Onu di Ginevra». Il progetto è stato presentato anche al sindaco Angelo Zubbani: « La comunità deve essere grata alla famiglia Nicoli perchè i suoi laboratori appartengono al patrimonio materiale e immateriale della città e universalmente riconosciuti nel mondo dell’arte. Sono stato informato di questa nuova sfida che Francesca e suoi "ragazzi" hanno deciso di intraprendere e a tutti loro va il pieno sostegno dell’amministrazione».

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