Il presidio
Aperta e nuova È la risonanza per la Lunigiana
Ma una macchina aspetta il trasloco a Carrara E tutto il carico lo regge da mesi l’ospedale
MASSA. Se hai bisogno di una visita specialistica devi metterti l’anima in pace e aspettare. Dai 38 giorni per un’occhiata al cuore ai 136 per farti auscultare i polmoni dallo peneumoplogo. Ma la nota dolente - come se queste non lo fossero - è la diagnostica per immagini: per sottoporti ad una risonanza magnetica con metodo di contrasto devi attendere 366 giorni. Roba da calende greche. Abbiamo chiesto al dottor Tito Torri, direttore del dipartimento di diagnostica per immagini della mega Asl Toscana Nord Ovest, di fare chiarezza su risonanze, ecografie e tempi di attesa.
Dottore, per le risonanze tocca aspettare tantissimo. Ma quante macchine ci sono per sottoporsi all’esame?
«La macchina ad alto campo (leggi: più potente ndr) in funzione è una sola e si trova al nuovo ospedale. È nuova e viene utilizzata per gli interni ricoverati che, alle prese con una patologia in fase acuta, hanno priorità e per gli esterni. Per quella macchina è poi prevista un’agenda di day service destinati ai pazienti che stanno seguendo un percorso post patologia. È il caso di chi ha avuto un ictus e per i controlli successivi accede appunto al sistema di day service che prevede una specifica prescrizione medica e non prevede, invece, il passaggio dal centro unico prenotazioni. Ci sono, quindi i posti riservati ai pazienti oncologici. Poi quelli per gli esterni che accedono al Cup».
Una macchina che lavora molto, quindi? Ma non ce ne sono altre?
«C’è un’altra macchina ad alto campo, ferma, all’ospedale di Massa. Deve essere trasferita al Monoblocco dove, per accoglierla, devono essere fatti lavori importanti».
E non ci sono altre risonanze?
«Sì, ce ne sono altre due, ma sono a basso campo. Una è a Carrara e una a Pontremoli e vengono utilizzate per tutte le risonanze magnetiche articolari. Presto quelle due saranno sostituite da una macchina, sempre a basso campo, ma di nuova generazione e aperta. Quella macchina sarà sistemata a Pontremoli e potrà effettuare accertamenti sulle articolazioni e sul rachide, alleggerendo la risonanza al Noa. Quando una macchina sarà trasferita al Monoblocco, avremo due risonanze ad alto campo, una a Massa e una a Carrara e una nuovissima e aperta (per chi soffre di claustrofobia ndr) in Lunigiana. Una organizzazione che dovrebbe aiutare a contenere le liste».
È un’ipotesi in campo quella di aumentare le ore di lavoro della macchina per tagliare le liste di attesa?
«Certo che lo è. E quello abbiamo fatto. Nei mesi di luglio, agosto e settembre, grazie alla collaborazione e disponibilità dei medici, abbiamo fatto risonanze anche la sera, dalle 20 alle 22, e la domenica mattina, dalle 8 alle 12.
La finalità era quella di erogare tutte le prestazioni brevi e in urgenza».
Un problema liste di attesa c’è anche sul fronte delle ecografie...
«Sì e dobbiamo lavorare molto sull’appropriatezza delle prescrizioni. Nel 60% dei casi in cui viene fatta un’ecografia, quell’eco non serviva. Facciamo un numero elevato di ecografie per aria nell’intestino. Rispetto al numero delle richieste, la percentuale di patologie rilevate con esame ecografico è davvero bassissimo».
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