La Bolkestein dei banchi fa paura agli ambulanti di Massa
Scongiurata la messa all’asta delle concessioni, sarà il Comune a gestire i mercati. Ma le autorizzazioni dureranno solo 12 anni. L’Anva: così strangolano il commercio
MASSA. Il messaggio è chiaro: per chi vive di lavoro ambulante, tra mercati e fiere cittadine, il futuro sembra essere un po’ diverso da come lo conosce da anni. La temuta direttiva Bolkestein – terribile per molti operatori del commercio e dei servizi, giusta e in linea con un mondo e un mercato in continua evoluzione per altri – colpirà infatti nei prossimi mesi anche questo settore con maggiori regolamentazioni e quindi cambiamenti.
«Abbiamo voluto questo incontro – spiega il presidente provinciale di Anva Confesercenti, Pierpaolo Pucci nel corso della conferenza organizzata ieri pomeriggio con gli operatori del settore che lavorano in provincia, ma anche con l'amministrazione – per fare chiarezza e dare più tranquillità a chi vive di commercio ambulante». Chiarezza e tranquillità perchè a quanto pare la “terribile” direttiva continua a fomentare forti preoccupazioni sul futuro di chi ha investito denaro e speranze in un banco e si ritrova a tirare avanti con una famiglia sulle spalle.
Tutto inizia con la Direttiva del 2006 del Parlamento e del Consiglio europeo relativa ai servizi del mercato interno dove si prevede che nel caso in cui il numero di autorizzazioni disponibili sia limitato per la scarsità delle risorse naturali, gli Stati membri debbano applicare una procedura di selezione tra i potenziali candidati e – questa la mela della discordia – sia rilasciata per una durata limitata escludendo rinnovi automatici e il riconoscimento di vantaggi al prestatore uscente. Sì risorsa naturale, così il suolo pubblico – il posteggio dove il banco viene montato – viene considerato e quindi tutto il settore deve essere regolamento.
Pochi giorni fa invece è stata approvata la delibera della Regione Toscana sulle “procedure di assegnazione di posteggi su aree pubbliche” sulla base del documento sottoscritto in sede di conferenza delle regioni che deroga in parte all'impostazione iniziale della direttiva e elenca termini e requisiti per la partecipazione al bando. Rispetto ai balneari infatti sembrerebbe scongiurata la procedura d'asta a favore di un bando pubblico per le assegnazioni di concessioni in scadenza dei posteggi nei mercati, una procedura che verrà gestita direttamente dai comuni e dalla Regione nelle prossime settimane. Previsto nel documento un punteggio preferenziale nell'assegnazione del posteggio diretto al titolare dell'impresa, l'anzianità di esercizio ma anche la regolarità contributiva e un numero massimo di posteggi assegnabili a ciascun soggetto.
«Questo documento rappresenta un'intesa per garantire maggiore sicurezza per chi svolge il mestiere dell'ambulante – spiega il coordinatore regionale Confesercenti Gianluca Naldoni – è stato recepito in modo univoco, tutte le regioni hanno sottoscritto il documento, certo si poteva pensare a qualcosa di diverso ma in questo modo si evita la procedura di asta che comporterebbe il pericolo di vendita al miglior offerente e una durata precisa della concessione di dodici anni».
Ed ecco il secondo nodo. Dodici anni e poi? «Cosa succederà finito questo termine? Che valore avrà l'impresa su cui ho investito? Che certezze potremo avere noi e le nostre famiglie?» domanda a Gianni Masi, ambulante aderente all'associazione Idea, movimento nato poco tempo fa che raccoglie tutti gli scontenti fuoriusciti dalle associazioni di categoria. «I sindacati si sono fermati, non hanno fatto più nulla per evitare questo percorso – spiega il presidente Alessio Pestelli – noi chiediamo l'uscita dalla direttiva, sappiamo che ci sono i termini e le possibilità». Iintanto la battaglia contro la Bolkestein va avanti: oggi pomeriggio con una manifestazione a Roma insieme ai balneari.
Alessio Profetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
